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	<title>Il BLOG di CITTADINI ATTIVI</title>
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		<name>Il BLOG di CITTADINI ATTIVI</name>
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		<title><![CDATA[«VADA A BORDO! E’ UN ORDINE!»]]></title>
		<id>http://www.cittadiniattivi.it/dblog/articolo.asp?articolo=106</id>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="justify"><font size="3"></font></p>
<p align="center"><font size="3"><img alt="" src="/public/thumbnail_526_costa-concordia-naufragio.jpg" /></font></p>
<p align="center"><font size="3">&nbsp; </font></p>
<p align="justify"><font size="3"><font color="#000000"><strong>&laquo;Vada a bordo! E&rsquo; un ordine... Cosa vuole fare? Vuole andare a casa? Guardi Schettino che lei forse si &egrave; salvato dal mare, ma io le porto veramente male. Io le faccio passare dei guai... Vada a bordo! Ora!&raquo;.</strong> Con queste parole il capitano <strong>Gregorio De Falco</strong> ha apostrofato il Comandante della nave <strong>&ldquo;Costa Concordia&rdquo;,</strong> reo di averla abbandonata dopo il naufragio di fronte all&rsquo;Isola del Giglio con circa 300 passeggeri ancora a bordo. La celebrazione di un eroe, <strong>un idolo eretto a salvatore dell&rsquo;immagine della Patria, un&rsquo;icona in un Paese, l&rsquo;Italia, che ora soffre una crisi d&rsquo;identit&agrave; perche da tempo ha smarrito la sua immagine, la sua personalit&agrave;, la sua dignit&agrave;. </strong></font></font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">Ma il &ldquo;capitano buono&rdquo; si affretta subito a chiarire: &laquo;Non sono un eroe, non prendetemi in giro... Ho cercato di fare il mio dovere, come era giusto. Potevamo salvare tutti i passeggeri della Concordia&raquo;. Ha ragione. <strong>Un Paese non pu&ograve; ricrearsi una verginit&agrave; santificando il primo capitano che si comporta come si deve</strong>. &laquo;Beato quel popolo che non ha bisogno di eroi&raquo;, cos&igrave; recitava <strong>Bertolt Brecht.</strong> Ma l&rsquo;italiano vero, il &ldquo;cittadino attivo&rdquo; non &egrave; lo <strong>Schettino Laqualunque</strong> di turno, checch&eacute; si affrettino a bollarci cos&igrave; i media e la stampa internazionale. No, si sbagliano. Il cittadino &ldquo;attivo&rdquo; &egrave; quello che tutte le mattine, quando si sveglia per andare a lavorare, si pone mille domande e spesso non capisce il perch&eacute; delle cose. </font></p>
<p align="justify"><font size="3"><font color="#000000"><strong>Il vero &ldquo;CITTADINO ATTIVO&rdquo;</strong> &egrave; colui che non capisce perch&eacute; a<strong> pagare le tasse</strong> siano sempre e solo i soliti &ldquo;noti&rdquo; pensionati e dipendenti piuttosto che tutti coloro che potrebbero, abbassando cos&igrave; per tutti il carico fiscale, &egrave; colui che si chiede perch&eacute; lo <strong>Stato pretenda sempre di pi&ugrave; da chi paga di pi&ugrave; e non invece da chi ha di pi&ugrave;</strong>, &egrave; il cittadino che si domanda perch&eacute; sia costretto a pagare un&rsquo;aliquota fiscale media del 35% se mantiene la ricchezza all&rsquo;interno del suo Paese, ed il <strong>5% se invece la esporta illegalmente all&rsquo;estero. </strong></font></font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">E&rsquo; il cittadino che si chiede come mai un giorno gli introiti degli esercizi commerciali possano <strong>aumentare del 300%</strong> o la mancata emissione di scontrino fiscale scendere del 50% solo perch&eacute; c&rsquo;&egrave; la Guardia di Finanza in giro, <strong>&egrave; l&rsquo;anziano ammalato</strong> che si chiede perch&eacute; quando si reca presso un ambulatorio pubblico per una visita di controllo, il &ldquo;numerello&rdquo; gli dice che in coda prima di lui ce ne sono altri 130, &egrave; <strong>il cliente del medico dentista </strong>che si sente &ldquo;scontare&rdquo; l&rsquo;importo della prestazione di oltre il 20% <strong>se non chiede la ricevuta</strong>, &egrave; il <strong>pubblico elettore</strong> che si chiede perch&eacute;, grazie ad un emendamento bipartisan al decreto legge mille proroghe, si consenta ai partiti di imbrattare ancora le citt&agrave; con i loro manifesti abusivi <strong>pagando semplicemente mille euro</strong> di multa mentre alcuni piccoli imprenditori sono costretti al <strong>suicidio </strong>perch&eacute; non riescono a pagare le cartelle esattoriali ad Equitalia e gli stipendi ai propri dipendenti.</font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">E&rsquo;<strong> l&rsquo;invalido</strong> che si chiede perch&eacute; le risorse debbano essere condivise con chi, pur cieco, guida l&rsquo;automobile, &egrave; il <strong>malato </strong>che si sente rispondere che con 150 euro pu&ograve; abbreviare i tempi della visita prevista tra sei mesi, &egrave; il <strong>barista </strong>onesto che non dorme la notte per far quadrare i conti e dare il miglior caff&egrave; mentre il collega del bar di fronte gira in Suv e dorme sonni tranquilli, &egrave; colui che si chiede perch&eacute;<strong> chi non paga le tasse deve anche usufruire dei servizi sociali</strong> e per di pi&ugrave; anche gratis, &egrave; quello che non capisce perch&eacute; in un mondo ormai cos&igrave; dominato dalla tecnologia, sia cos&igrave; faticoso <strong>incrociare quattro dati</strong> e scoprire gli evasori fiscali, &egrave; il <strong>cameriere </strong>che spera di poter &ldquo;arrotondare&rdquo; con le mance e si chiede perch&eacute; ai parlamentari &egrave; nuovamente concessa la &ldquo;<strong>legge mancia&rdquo; </strong>cio&egrave; la donazione di 150 milioni di euro per &ldquo;gratificare&rdquo; i loro collegi elettorali, &egrave; colui che si chiede perch&eacute; se, come si dice, <strong>l&rsquo;onest&agrave; paga, a vivere meglio sia sempre quello che onesto non &egrave;</strong>&hellip; </font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3"></font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">Armando Della Bella - copyright &copy; febbraio 2012</font></p>]]></content>
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		<title><![CDATA[I PRESIDENTI]]></title>
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		<created>2012-01-07T20:48:34+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="center"><font color="#000000" size="2"><img style="WIDTH: 518px; HEIGHT: 321px" alt="" src="/public/Napolitano Monti.jpg" width="677" height="467" /></font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="2"></font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3"></font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">     </font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">E’ Incredibile! La notizia che il <strong>Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano,</strong> abbia <strong>pagato il biglietto</strong> per vedere un film al Festival del Cinema di Roma, ha inondato i mass media. La voce, circolata dopo la proiezione del film 'L'industriale', ha poi trovato conferma: <strong>il capo dello Stato aveva pagato di “tasca propria” il biglietto per assistere alla proiezione del film di Giuliano Montaldo</strong>. Emissari del Quirinale erano andati in mattinata ad acquistare il biglietto per il Presidente che poi si e' presentato come un qualsiasi cittadino alla proiezione del film. </font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">La notizia, che in un qualsiasi altro Paese europeo caratterizzato da alto senso per lo Stato sarebbe passata del tutto inosservata e mai ripresa dalle agenzie di stampa, in Italia ha suscitato scalpore. <strong>Non eravamo abituati, non ci siamo abituati, non ci hanno abituato a questo agire</strong>, a questo modo di fare, a questo principio di sobriet&agrave; ed umilt&agrave;, a questo sentirsi uno tra tanti, al considerare l’esercizio del potere come servizio alla gente del proprio Paese piuttosto che, invece, un’opportunit&agrave; per vivere al di sopra della media, al di sopra di ogni sospetto e nell’impunit&agrave;.</font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">La serata distensiva dopo una intensa giornata di lavoro, quel momento che ti consente di scaricare la tensione accumulata tra snervanti mediazioni, incontri di vertice, riunioni di Gabinetto, incontri istituzionali,<strong> si traduce nella visione di un film, sotto gli occhi di tutti</strong> e non di pochi invitati “a Palazzo”, in un luogo pubblico e non in un semi-interrato privato o in una camera d’albergo, pagando il biglietto e non concedendo regalie. </font></p>
<p align="justify"><font color="#000000"><font size="3"><strong>La “Casta” potr&agrave; vantare un briciolo di credibilit&agrave; quando dar&agrave; per davvero il “buon esempio”,</strong> tirando anch’essa, come tanti concittadini, la famosa “cinghia”. Per chi amministra la “res publica” vuol dire <strong>rinunciare a privilegi e a sprechi</strong>. Nel momento in cui la gente a fatica raggiunge la fine del mese e non riesce pi&ugrave; a risparmiare un euro, <strong>ostentare il lusso &egrave; atteggiamento indegno ed immorale</strong>. Cos&igrave; come sono devastanti i cattivi comportamenti nei luoghi deputati all’emanazione delle leggi e dove poi a fatica le si rispetta, dove ci si insulta e ci azzuffa per questioni personali ed insignificanti, dove il “pianista” vota per il collega assente, dove sono pi&ugrave; i giorni di assenza che di presenza.<strong> E’ l’Italia degli opportunisti e dei furbi, che ha avuto il sopravvento sull’Italia degli onesti</strong> e cos&igrave; sar&agrave; fino a quando non ci sar&agrave; un riscatto morale, una ribellione delle coscienze di fronte a tanto degrado morale ed etico. </font></font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">Un Paese che da tempo &egrave; <strong>diviso in due parti</strong>: da una parte una rissa perenne, sterile, infruttuosa, priva di risultati oggettivi, dall’altra una crescente sofferenza caratterizzata da impotenza e rassegnazione, con un quarto degli italiani a rischio povert&agrave; e con servizi sociali ridotti all’osso. Alle porte il rischio di una guerra tra poveri. <strong>A 150 anni dall’Unit&agrave; d’Italia, si assiste al “crollo” e al degrado morale di un Paese da sempre ricco di storia, cultura e tradizioni, devastato da striscianti divisioni che minano la sua integrit&agrave;</strong>. </font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">Ora nasce il “Governo Monti”, il governo dei “tecnici” che sancisce cos&igrave; il <strong>fallimento della classe politica</strong>, che <strong>“commissaria”</strong> il Paese, un governo ora sostenuto da pi&ugrave; dell’80% degli italiani, speranza di un’Italia che c’&egrave; e che &egrave; migliore e pi&ugrave; solidale di quella vociante e rissosa che ogni giorno vediamo su mass media, un’Italia che stenta ad emergere e che ora si coagula attorno ad un esecutivo che con la politica ha dichiarato di aver nulla a che fare. </font></p>
<p align="justify"><font color="#000000"><font size="3"><strong>Le poltrone della «Casta», per la prima del 7 dicembre alla Scala</strong>, le uniche rimaste ancora libere, da quest’anno sono in vendita al prezzo di quasi 2 mila euro l'una. Un centinaio di tagliandi extralusso tradizionalmente riservati alla “Politica”. Sobriet&agrave; e rigore, una svolta. A Roma, il Presidente Monti recupera dal garage la <strong>pi&ugrave; “stagionate” auto blu italiane</strong> Fiat Croma, Lancia K e Alfa Romeo 156 e lascia dentro le auto di lusso, ultimo modello, Audi, Bmw e Volvo. In garage anche la Maserati Quattroporte blindata (mai usata) dal Presidente Berlusconi e le diciannove Maserati Quattroporte acquistate dal Ministero della Difesa. </font></font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">Un segnale, una speranza per un futuro migliore. <strong>Forza Presidenti, siamo con Voi.</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="3">   </font></p>
<p style="TEXT-ALIGN: left; WIDOWS: 2; TEXT-TRANSFORM: none; BACKGROUND-COLOR: rgb(255,255,255); TEXT-INDENT: 0px; MARGIN: 0px; FONT: 12px/18px 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; WHITE-SPACE: normal; ORPHANS: 2; LETTER-SPACING: normal; COLOR: rgb(51,51,51); WORD-SPACING: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px" align="justify"><font color="#000000" size="3" face="Arial"></font></p>
<p style="TEXT-ALIGN: left; WIDOWS: 2; TEXT-TRANSFORM: none; BACKGROUND-COLOR: rgb(255,255,255); TEXT-INDENT: 0px; MARGIN: 0px; FONT: 12px/18px 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; WHITE-SPACE: normal; ORPHANS: 2; LETTER-SPACING: normal; COLOR: rgb(51,51,51); WORD-SPACING: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px" align="justify"><font color="#000000" size="3" face="Arial"></font></p>
<p style="TEXT-ALIGN: left; WIDOWS: 2; TEXT-TRANSFORM: none; BACKGROUND-COLOR: rgb(255,255,255); TEXT-INDENT: 0px; MARGIN: 0px; FONT: 12px/18px 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; WHITE-SPACE: normal; ORPHANS: 2; LETTER-SPACING: normal; COLOR: rgb(51,51,51); WORD-SPACING: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px" align="justify"><font color="#000000" size="3" face="Arial"></font></p>
<p style="TEXT-ALIGN: left; WIDOWS: 2; TEXT-TRANSFORM: none; BACKGROUND-COLOR: rgb(255,255,255); TEXT-INDENT: 0px; MARGIN: 0px; FONT: 12px/18px 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; WHITE-SPACE: normal; ORPHANS: 2; LETTER-SPACING: normal; COLOR: rgb(51,51,51); WORD-SPACING: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px" align="justify"><font color="#000000" size="3" face="Arial"></font></p>
<p style="TEXT-ALIGN: left; WIDOWS: 2; TEXT-TRANSFORM: none; BACKGROUND-COLOR: rgb(255,255,255); TEXT-INDENT: 0px; MARGIN: 0px; FONT: 12px/18px 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; WHITE-SPACE: normal; ORPHANS: 2; LETTER-SPACING: normal; COLOR: rgb(51,51,51); WORD-SPACING: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px" align="justify"><font color="#000000" size="3" face="Arial"><strong>Armando Della Bella</strong></font></p>
<p style="TEXT-ALIGN: left; WIDOWS: 2; TEXT-TRANSFORM: none; BACKGROUND-COLOR: rgb(255,255,255); TEXT-INDENT: 0px; MARGIN: 0px; FONT: 12px/18px 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; WHITE-SPACE: normal; ORPHANS: 2; LETTER-SPACING: normal; COLOR: rgb(51,51,51); WORD-SPACING: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px" align="justify"><font color="#000000" size="3" face="Arial">copyright &copy; novembre 2011</font></p>]]></content>
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		<title><![CDATA[SE NON STIAMO CON TONINO, RESTIAMO SENZA PANINO]]></title>
		<id>http://www.cittadiniattivi.it/dblog/articolo.asp?articolo=104</id>
		<created>2011-11-12T22:32:59+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="justify"><font color="#000000" size="2"><em></em></font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="2"><em></em></font></p>
<p align="center"><font color="#000000" size="2"><em><img style="WIDTH: 471px; HEIGHT: 363px" alt="" src="/public/Nuovo Ulivo 110920.jpg" width="471" height="327" /></em></font></p>
<p align="center"><em><font size="2">&nbsp;&nbsp; </font></em></p>
<p align="justify"><font color="#000000"><font size="3"><em></em></font></font></p>
<p align="justify"><font color="#000000"><font size="3"><em>&ldquo;Bravo Di Pietro, bravo! Noi non t&rsquo;abbiamo votato ma tu vai avanti cos&igrave;!&hellip;&rdquo;</em> cos&igrave; il presidente dell&rsquo;Italia dei Valori, <strong>Antonio Di Pietro</strong>, dal palco della 6&deg; festa nazionale svoltasi a Vasto (CH), descrive il suo cruccio politico. E&rsquo; la famosa storiella del distributore di benzina di Teramo dove sostava un pullman di trevigiani diretto da Padre Pio. Riconosciutolo, lo hanno acclamato ed incoraggiato ma anche politicamente sconfortato. Una IdV che vorrebbe far diventare <em>&ldquo;partito di massa&rdquo;</em> e che invece stenta in questo senso ad affermarsi cos&igrave; come i sondaggi testimoniano (TG LA7 - 12.9.2011): un partito in forte regressione (-3%) rispetto al voto delle ultime elezioni europee. <em>&ldquo;Ma non vorrei che poi fosse meno, meno, meno&hellip;&rdquo;</em> conclude la frase l&rsquo;ex magistrato di Mani Pulite, gesticolando con forza, <em>&ldquo;perch&eacute;, in politica, i numeri contano!&rdquo;</em>. Eppure molti sono stati i suggerimenti al dilemma politico del Tonino nazionale sorti in questa tre giorni settembrina che, tra le tante feste di partito in corso, ho scelto come potenziale laboratorio politico autunnale. E&rsquo; cos&igrave; infatti &egrave; stato: solleticati da mitraglia <strong>&ldquo;Chicco&rdquo; Mentana, Bersani</strong> (a denti stretti), <strong>Vendola </strong>e <strong>Di Pietro,</strong> di fronte ad un numeroso pubblico, hanno (ri)fondato un <em>&ldquo;Nuovo Ulivo&rdquo;,</em> coalizione elettorale a tre nel centrosinistra ma, precisano, <em>&ldquo;senza steccati&rdquo;.</em></font></font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">Dicevamo dei suggerimenti. Inizia <strong>Marco Travaglio</strong> che, rivolgendosi a Di Pietro, gli chiede perch&eacute; IdV e tutta l&rsquo;opposizione, utilizzando gli strumenti legali che la democrazia mette a disposizione <em>(&ldquo;ad esempio chiedendo continuamente la verifica del numero legale&rdquo;</em>) non bloccava il Parlamento inducendo cos&igrave; il Governo a dimettersi e ponendo cos&igrave; fine a questo lento e strisciante suicidio delle Istituzioni, invito gentilmente declinato da Di Pietro <em>&ldquo;perch&eacute; io</em> &ndash; risponde - <em>da uomo politico ho il dovere d&rsquo;impedire l&rsquo;occupazione delle Istituzioni&rdquo;</em> appoggiato in questo dall&rsquo;on. <strong>Silvana Mura</strong> che, dalla prima fila, con un eloquente gesto della mano, disapprovava la <em>&ldquo;travagliata&rdquo;.</em> Sul viso di Travaglio, visibile, si coglie la delusione. </font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">Anche <strong>Sonia Alfano </strong>contribuisce suggerendo al Presidente, dal palco, che sarebbe ora di fare un po&rsquo; di pulizia all&rsquo;interno del partito, oggi pi&ugrave; che mai <em>&ldquo;scilipotato&rdquo;</em> (<em>&ldquo;nel partito deve mancare l&rsquo;aria per lo scilipotismo&rdquo;</em>), recuperando quelle persone perbene che, negli anni, per sete di potere e poltrone, sono state cacciate dai cosiddetti <em>&ldquo;professionisti&rdquo;</em> della politica, piombati in IdV, dal 2005 in poi, da ogni partito, perfino dall&rsquo;odiato Udeur. Anche allo stesso Di Pietro, nel corso del dibattito, sorge il dubbio di avere commesso qualche errore: <em>&ldquo;Dobbiamo tornare al movimentismo della prima Italia dei Valori..&rdquo;</em>, dice al microfono, rinnegando cos&igrave; il passaggio al modello partito avvenuto nel 2006. Non passa poi inosservato il richiamo all&rsquo;unit&agrave; che la conduttrice, <strong>Lea Del Greco,</strong> fa dal palco ad alcuni alti dirigenti di partito non (volutamente?) presenti, evidenziando cos&igrave; l&rsquo;esistenza di un &ldquo;dissenso&rdquo; politico interno. </font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">Non da meno &egrave; il neosindaco di Napoli <strong>Luigi De Magistris</strong> che, accoratamente, enuncia la sua linea politica fondata sul superamento di vecchi schemi, ormai logori, della politica: <em>&ldquo;La politica</em> (in questo smentendo la teoria dipietrese) <em>non &egrave; sommatoria di numeri, noi dobbiamo andare oltre, oltre l&rsquo;Ulivo, oltre l&rsquo;Unione, oltre al &lsquo;questo s&igrave;, questo no&rsquo;, oltre anche a Berlusconi&hellip; dobbiamo recuperare un contatto diretto con la gente, parlare dei loro problemi&hellip;&rdquo;</em>, in questo sostenuto da scroscianti applausi e rubando la scena al suo Presidente come il giorno prima aveva fatto <strong>Nichi Vendola</strong>. E lui, l&rsquo;ex pm di <em>&ldquo;Why Not&rdquo;,</em> a Napoli ha dimostrato che s&igrave; pu&ograve; fare: <em>&ldquo;Se Di Pietro vuol riformare il sistema, io invece, al contrario, penso di rivoluzionarlo&hellip;&rdquo;</em>. Anche il vicino <strong>Circolo IdV di Termoli</strong>, mentre Di Pietro arringava i militanti a conclusione della festa, contribuiva alla riflessione: in una nota ufficiale definiva <em>&ldquo;Antonio Di Pietro come Umberto Bossi e Silvio Berlusconi, accomunati dalla stessa concezione familistica e privatistica della politica&rdquo;</em>, reo, l&rsquo;ex pm, di aver candidato, come consigliere regionale in Molise, il <strong>figlio Cristiano</strong>. </font></p>
<p align="justify"><font color="#000000"><font size="3"><em>&ldquo;Se non stiamo con Tonino, restiamo senza panino!&rdquo;</em> urla un anziano militante mentre, con il mio bloc notes, esco da Palazzo D&rsquo;Avalos. I militanti, secondo loro, una cosa l&rsquo;hanno capita. E lui avr&agrave; compreso quanto, in tanti, gli han ripetuto al microfono?</font></font></p>
<p align="justify"><font color="#000000"><font size="3">&nbsp;</font></font></p>
<p align="justify"><font size="3"></font></p>
<p style="TEXT-ALIGN: left; WIDOWS: 2; TEXT-TRANSFORM: none; BACKGROUND-COLOR: rgb(255,255,255); TEXT-INDENT: 0px; MARGIN: 0px; FONT: 12px/18px 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; WHITE-SPACE: normal; ORPHANS: 2; LETTER-SPACING: normal; COLOR: rgb(51,51,51); WORD-SPACING: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px" align="justify"><font color="#000000" size="3" face="Arial">Armando Della Bella</font></p>
<p style="TEXT-ALIGN: left; WIDOWS: 2; TEXT-TRANSFORM: none; BACKGROUND-COLOR: rgb(255,255,255); TEXT-INDENT: 0px; MARGIN: 0px; FONT: 12px/18px 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; WHITE-SPACE: normal; ORPHANS: 2; LETTER-SPACING: normal; COLOR: rgb(51,51,51); WORD-SPACING: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px" align="justify"><font color="#000000" size="3" face="Arial">copyright &copy; settembre 2011</font></p>]]></content>
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		<title><![CDATA[VOTO ANCH’IO? NON TU NO…]]></title>
		<id>http://www.cittadiniattivi.it/dblog/articolo.asp?articolo=102</id>
		<created>2011-07-22T14:00:13+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="center"><img alt="" src="/public/Lasciate ogni speranza voi che votate.jpg" /></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">&ldquo;Mi auguro un&rsquo;Italia pi&ugrave; serena, meno lacerata, meno divisa, dove la lotta politica non sia una guerra continua e dove ci sia rispetto tra le parti che fanno politica e che competono per la conquista della maggioranza&rdquo; questo &egrave; l&rsquo;augurio che il capo dello Stato, Gio<strong>rgio Napolitano</strong> rivolgeva agli italiani, in particolare ai giovani studenti delle scuole medie, qualche giorno prima delle ultime elezioni amministrative. In realt&agrave;, poco tempo dopo,<strong> Letizia Moratti</strong>, alla fine di un confronto televisivo quando ormai non era pi&ugrave; possibile replicare, pugnalava alla spalle il rivale <strong>Giuliano Pisapia</strong> citando una vicenda giudiziaria senza (forse) sapere che si era conclusa con la totale assoluzione dell&rsquo;avvocato milanese. </font></p>
<p align="justify"><font color="#000000"><font size="3"><strong>Il Palazzo della politica &egrave; sempre pi&ugrave; lontano dalla gente</strong> e sempre pi&ugrave; insensibile al richiamo e al rispetto delle Istituzioni. Si avvita su s&eacute; stesso in una lotta continua tra affari ed interessi, senza un briciolo di etica, perdendo di vista il &ldquo;bene comune&rdquo;. Cresce l&rsquo;antipolitica. Le liste dei grillini arrivano ad ottenere in alcune citt&agrave;, come ad esempio Bologna, percentuali di consenso a due cifre. Negli ultimi trent&rsquo;anni il numeri di coloro che disertano le urne &egrave; cresciuto progressivamente, senza sosta. Alla fine degli anni settanta andava alla urne il 90% degli elettori, poi l&rsquo;<strong>astensione</strong> ha cominciato a crescere e la partecipazione al voto degli italiani &egrave; precipitata sempre pi&ugrave; fino ad arrivare al 63,6% alle ultime elezioni regionali (2010). Il penultimo dato, le elezioni europee del 2009, vede la partecipazione elettorale al 69,6%. Unico momento in controtendenza, in questo trentennio, &egrave; stato quello di &ldquo;Tangentopoli&rdquo;, segno che il richiamo ad una politica pi&ugrave; sobria, pi&ugrave; etica e morale &egrave; fortissimo negli italiani. </font></font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">A <strong>Trieste</strong>, al primo turno di queste ultime amministrative, si &egrave; recata al voto poco pi&ugrave; della met&agrave; egli elettori giuliani: il 56,69% degli aventi diritto contro il 74,50% delle comunali del 2006. Un calo del 18%. Non &egrave; da meno <strong>Gorizia</strong> che ha registrato un -23%. E cos&igrave; in tutta Italia dove, ad esempio, ad eccezione di <strong>Torino e Cagliari</strong> (in lieve crescita), e <strong>Milano</strong> (stabile), la partecipazione al voto ha registrato un calo diffuso: -2% a <strong>Bologna</strong>, -7% <strong>Napoli</strong>, -8% a <strong>Reggio Calabria</strong>, -2% a <strong>Siena</strong>, -1,5% a <strong>Varese</strong>, solo per citarne alcune. L&rsquo;area dell&rsquo;astensionismo in media, oggi, arriva a toccare il 40%. </font></p>
<p align="justify"><font color="#000000"><font size="3">Il nuovo sindaco di <strong>Trieste</strong>, alla fine, sar&agrave; eletto solo da un quarto degli aventi diritto al voto. Sar&agrave; il <strong>sindaco di una minoranza</strong> e tutto ci&ograve; non &egrave; sintomo di una democrazia sana, di una democrazia matura. E&rsquo; solo l&rsquo;ennesima dimostrazione della crescente disaffezione degli italiani verso questo modo di fare politica oggi in Italia, caratterizzata dall&rsquo;uso ormai sistematico del &ldquo;metodo Boffo&rdquo;, dalla radicalizzazione del dibattito politico, dal concepire l&rsquo;avversario come un nemico da annientare, dalla continua attivit&agrave; di dossieraggio, dalla trasformazione di una visione controversa in una strisciante ed infinita guerra civile. <strong>Una &ldquo;casta&rdquo; che si perpetua con qualsiasi mezzo per non perdere benefici e privilegi. </strong></font></font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">Una disaffezione ed un astensionismo gravemente presente nel mondo dei giovani. Ho recentemente partecipato ad una sessione d&rsquo;esame di cultura generale ed &egrave; stato avvilente constatare che alcuni ultra-ventenni e laureati non conoscevano il nome del presidente del Senato, i poteri del capo dello Stato, del Parlamento, del presidente del Consiglio, non ricordavano che tipo di repubblica &egrave; la Repubblica Italiana. Quanto anacronistiche appaiono oggi le parole che <strong>Piero Calamandrei</strong> pronunci&ograve;, quel 26 gennaio del 1955, a Milano, nel Salone degli Affreschi. </font></p>
<p align="justify"><font color="#000000"><font size="3">Che possiamo allora pretendere dagli elettori se addirittura &egrave; la stessa classe politica che invita al &ldquo;non voto&rdquo;, cio&egrave; a disertare le urne al prossimo turno referendario? Nulla. <strong>Torniamo a studiare la &ldquo;Costituzione Italiana&rdquo;. </strong></font></font></p>
<p align="justify"><font color="#000000">&nbsp;</font></p>
<span style="WIDOWS: 2; TEXT-TRANSFORM: none; TEXT-INDENT: 0px; BORDER-COLLAPSE: separate; FONT: 11px/16px 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; WHITE-SPACE: normal; ORPHANS: 2; LETTER-SPACING: normal; COLOR: rgb(0,0,0); WORD-SPACING: 0px; -webkit-border-horizontal-spacing: 0px; -webkit-border-vertical-spacing: 0px; -webkit-text-decorations-in-effect: none; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px" class="Apple-style-span">
<p style="PADDING-BOTTOM: 0px; LINE-HEIGHT: 16px; MARGIN: 0px; PADDING-LEFT: 0px; PADDING-RIGHT: 0px; FONT-FAMILY: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; FONT-SIZE: 11px; PADDING-TOP: 0px"><font color="#000000" size="3"><strong>Armando Della Bella</strong></font></p>
<p style="PADDING-BOTTOM: 0px; LINE-HEIGHT: 16px; MARGIN: 0px; PADDING-LEFT: 0px; PADDING-RIGHT: 0px; FONT-FAMILY: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; FONT-SIZE: 11px; PADDING-TOP: 0px"><font color="#000000">copyright &copy; giugno 2011</font></p>
</span>]]></content>
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		<title><![CDATA[RESTI IN LINEA....]]></title>
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		<created>2011-04-06T12:53:00+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<div style="text-align: justify; color: rgb(0, 0, 0);">
<div style="text-align: center;"><font size="2"><img alt="" src="/public/Sanita.jpg" /></font><br /></div>
<font size="2"><br /><font size="3">Ho contattato, telefonicamente, un paio di volte perch&eacute; non credevo alle mie orecchie, il CUP di Padova, Azienda Ospedaliera per prenotare una visita: conoscendo il nostro decrepito sistema sanitario ero preparato a tempi lunghi, anche lunghissimi, per effettuare la visita (mi &egrave; successo di attendere anche 1 anno), ma non mi aspettavo che, semplicemente per avere un contatto con l&rsquo;operatore dovessi attendere in linea &ldquo;per non perdere la priorit&agrave;&rdquo; 1 ora e 15 minuti.  <br /><br />Qui a Padova, quindi, per solo per prenotare una  visita che magari si far&agrave; fra 1 anno o 18 mesi, bisogna stare al telefono per pi&ugrave; di un&rsquo;ora.<br /><br />Ma questa, a mio avviso, non &egrave; solo malasanit&agrave;, questa &egrave; pura follia, &egrave; gestire in modo demenziale il rapporto fra l&rsquo;Azienda Ospedaliera ed il cittadino, &egrave; sancire l&rsquo;irresponsabilit&agrave; e l&rsquo;inadeguatezza degli amministratori di questa Azienda. </font></font></div>]]></content>
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		<title><![CDATA[UN UOMO GIUSTO NEL POSTO… SBAGLIATO]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<div style="text-align: center;"><img src="/public/Bertinotti Fausto e Signora.jpg" alt="" /><br /></div>
<br />
<div style="text-align: justify; color: rgb(0, 0, 0);">L&rsquo;uomo giusto al posto giusto. Questo &egrave; il principio al quale dovrebbero ispirarsi tutti quelli che sono alla ricerca di un lavoro stabile, di una progressione di carriera, di un&rsquo;affermazione nel mondo dello spettacolo, della cultura, dello sport e soprattutto nel mondo della politica. Ma pare che, in realt&agrave;, oggi, quest&rsquo;affermazione in Italia sia priva di fondamento.   <br /><br />Oggi la politica non si confronta pi&ugrave; su come affrontare i problemi del Paese. No, oggi il dibattito politico e l&rsquo;attenzione dei media &egrave; tutta catturata da fatti e misfatti che evidenziano comportamenti e scelte dei singoli che dimostrano che &ldquo;lui, no, lui l&igrave; non ci doveva stare&rdquo;. Nemmeno la morte dell&rsquo;ennesimo giovane soldato italiano in uno sperduto paese qual &egrave; l&rsquo;Afghanistan &egrave; pi&ugrave; una notizia da prima pagina.   <br /><br />Cos&igrave; invece fa notizia, sulle reti Mediaset, che l&rsquo;ex leader di Rifondazione Comunista, <span style="font-weight: bold;">Fausto Bertinotti</span> e <span style="font-weight: bold;">signora Lella</span>, abbiano passato una settimana in vacanza alle isole Bahamas. Pizzicati da alcune foto a tradimento in maglietta e zainetto sul trenino caraibico. Poi si scoprir&agrave; che, in realt&agrave;, erano le Antille ma comunque sempre di Caraibi si tratta. Una condizione elitaria e aristocratica? Poco tempo fa, la stessa signora Lella aveva dovuto smentire altri luoghi comuni sul compagno di una vita: &laquo;L' unico cachemire che gli ho comprato &egrave; stato 10 anni fa al mercato e l'ho pagato 25 mila lire; gli altri sono arrivati dai suoi amici che per gioco, quando Fausto ha compiuto 60 anni, gliene hanno regalato uno a testa&raquo; e per&ograve; con l&rsquo;occasione lei ricorda ai giornalisti che &laquo;<span style="font-weight: bold;">Veltroni</span> si &egrave; appena comprato un appartamento a Manhattan e non lo dice nessuno&raquo;.  Anche lui fuori posto, anzi &ldquo;fuori Paese&rdquo;.  <br /><br />
<div style="text-align: justify;">Sempre sul cachemire &egrave; chiamato a rispondere <span style="font-weight: bold;">Massimo D&rsquo;Alema</span> fotografato &ldquo;fuori posto&rdquo;, con la moglie,  sulle nevi di St. Moritz. Non solo la sciarpa non era di cachemire &ndash; si giustifica - ma &laquo;le scarpe le ho comprate da Decathlon, pagandole ventinove euro&raquo;. Di certo son &ldquo;fuori posto&rdquo;, rispetto al mandato elettorale ricevuto, i tre ex onorevoli dell&rsquo;Italia dei Valori &ndash; <span style="font-weight: bold;">Antonio Razzi, Domenico Scilipoti e Americo Porfidia</span> - che ora con il loro voto sostengono la maggioranza di centrodestra. E proprio tre furono i voti di maggioranza che il 14 dicembre si opposero alla mozione di sfiducia, presentata in Parlamento, al governo <span style="font-weight: bold;">Berlusconi</span>, premier che fu beccato, da una giornalista, &ldquo;fuori posto&rdquo;, a Napoli, alla festa del diciottesimo compleanno di <span style="font-weight: bold;">Noemi Letizia</span>, giovane minorenne che da sempre lo chiamava &ldquo;Papi&rdquo;. &laquo;Io ho risposto ad una sola domanda e cio&egrave; se ci sia stato un rapporto pi&ugrave; che piccante con Noemi. Assolutamente no, e sbagliando, perch&eacute; non dovevo farlo, ho giurato sulla testa dei miei figli&raquo; spieg&ograve; il primo ministro in quella occasione. Ora con <span style="font-weight: bold;">Ruby Rubacuori</span>, la storia sembra ripetersi. <br /></div>
</div>
<div style="text-align: justify;"> <br style="color: rgb(0, 0, 0);" /><span style="color: rgb(0, 0, 0);">Rapporto invece che si dimostr&ograve; nel caso dell&rsquo;ex governatore della Regione Lazio, <span style="font-weight: bold;">Piero Marrazzo</span>, pescato &ldquo;fuori posto&rdquo; in mutande e filmato dal carabiniere Luciano Simeone nell&rsquo;appartamento del trans <span style="font-weight: bold;">Natalie</span>. Situazione non meno imbarazzante di quella vissuta dal portavoce del governo Prodi, <span style="font-weight: bold;">Sivio Sircana</span>, beccato da un fotografo &ldquo;fuori posto&rdquo; mentre con la sua auto si accostava ad un trans in una via della periferia di Roma.    </span><br style="color: rgb(0, 0, 0);" /><br style="color: rgb(0, 0, 0);" /><span style="color: rgb(0, 0, 0);">Non meno &ldquo;fuori posto&rdquo; sono gli oltre 700 nomi illustri di presunti evasori fiscali contenuti nell&rsquo;ormai famosa <span style="font-weight: bold;">&laquo;lista Falciani&raquo;</span> il dipendente della banca Hsbc scappato con l' elenco dei clienti di mezzo mondo. Per l' Italia ci sono 6.963 &laquo;posizioni finanziarie&raquo; sospette per un totale di sei miliardi, nominativi che seguono gli altri 600 nomi contenuti nella meno recente &ldquo;lista Pessina&rdquo;, illustri clienti di <span style="font-weight: bold;">Fabrizio Pessina</span>, avvocato svizzero specializzato nell&rsquo;esportazione di capitali all&rsquo;estero ed arrestato per riciclaggio a Malpensa.  E cos&igrave; potremmo continuare con mille altri esempi.  </span><br style="color: rgb(0, 0, 0);" /><br style="color: rgb(0, 0, 0);" /><span style="color: rgb(0, 0, 0);">&laquo;Nella societ&agrave; legalit&agrave; e moralit&agrave; sono centrali&raquo; sentenzia ora il cardinal <span style="font-weight: bold;">Tarcisio Bertone</span>, unendosi in questo al richiamo del presidente Napolitano. Condivido. Ho solo un piccolo dubbio: ma a chi stanno parlando?</span></div>]]></content>
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		<title><![CDATA[CARA PROVETTA...]]></title>
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		<created>2011-01-15T01:15:43+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<div style="text-align: center;"><img alt="" src="/public/Cicogna.jpg" /><br /></div>
<br />
<div style="text-align: justify; color: rgb(0, 0, 0);">Un milione di euro. Questa &egrave; la cifra che il dott. <span style="font-weight: bold;">Adriano Cestrone</span>, direttore dell&rsquo;Azienda Ospedaliera di Padova, conta di poter recuperare da circa novecento madri, &ldquo;colpevoli&rdquo;, di aver pagato, tra il 2003 ed il 2010, solo il ticket sanitario, pari a 36 euro, quale corrispettivo al trattamento di fecondazione assistita. E proprio in questi giorni giunge, al domicilio delle interessate, il sollecito a pagare, retroattivamente, 400 euro, se la signora fu destinataria della tecnica &ldquo;Fivet&rdquo; (fecondazione in vitro), o 700 euro se alla paziente fu applicata la tecnica cosiddetta &ldquo;Icsi&rdquo; (fecondazione in vitro mediante iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo).   <br /><br />Se consideriamo che, spesso, di trattamenti se ne fanno pi&ugrave; di uno prima di avere successo, ognuna di loro deve, in media, restituire circa 1.800 euro. Una bella differenza e un onere pesantissimo, specie di questi tempi, in cui le famiglie italiane soffrono le conseguenze dell&rsquo;attuale crisi economica e  finanziaria. <br /><br />Vibrata sar&agrave; la nostra protesta verso le Autorit&agrave; competenti perch&eacute; fu la stessa Clinica Ostetrico-Ginecologica, diretta, nel periodo, dal prof. <span style="font-weight: bold;">Antonio Ambrosini</span>, che richiese, al tempo, solo il pagamento del ticket e non gi&agrave; gli oneri che, invece, una circolare interna dell&rsquo;ospedale reclamava. L&rsquo;applicabilit&agrave; retroattiva &egrave; una prassi alquanto criticabile, specie se le persone erano tutte in buona fede. Ora sulle 900 povere ed ignare cittadine si scaricano le conseguenze dell&rsquo;ennesimo episodio di mala gestione della Sanit&agrave; Pubblica. </div>]]></content>
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		<title><![CDATA[PARCO DISTRUTTO E NESSUN PROGETTO]]></title>
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		<created>2010-04-18T18:53:51+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="center"><img alt="" src="/public/Parco.JPG" /></p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="4">Celato da un telo verde che impedisce ai cittadini di vedere, in via Cavallotti a Padova, quartiere Santa Croce, in piena citt&agrave; giardino, a fianco del parco di Villa Montesi, prosegue indisturbato <strong>lo scempio di essenze arboree di alto fusto divelte, seppellite da terra e calcinacci</strong>, in uno scenario di natura violentata e soppressa da gigantesche gru, ruspe a ed altri mezzi meccanici. Non c&rsquo;&egrave; nessun cartello che indichi il progetto, nessuna motivazione che giustifichi la trasformazione di un parco in cumuli di terra, e in un gigantesco terrapieno: solo l&rsquo;indicazione di lavori in corso e un divieto di accesso che suona come una dichiarazione di &laquo;lasciateci distruggere in pace&raquo;. </font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="4">Un paio d&rsquo;anni fa avevo denunciato il primo abbattimento, nello stesso luogo, di alcune <strong>piante centenarie</strong> e l&rsquo;eco, nella stampa e nelle tv private sembrava aver bloccato l&rsquo;operazione: evidentemente il destino di questo parco era ormai segnato, hanno lasciato passare un po&rsquo; di tempo, che si<strong> calmasse la reazione</strong> e l&rsquo;indignazione dei cittadini ed il disegno distruttivo prosegue. </font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="4">Ma perch&eacute;? <strong>Perch&eacute; tanto accanimento contro la natura e l&rsquo;ambiente?</strong> Perch&eacute; succede questo con un&rsquo;amministrazione di sinistra, con un vicesindaco come Ivo Rossi dallo specchiato passato ambientalista? Perch&eacute; l&rsquo;amministrazione comunale, tutta proiettata sulla realizzazione di park sotterranei in centro (politica fra l&rsquo;altro abbandonata dai comuni virtuosi perch&eacute; attira le auto invece che allontanarle dal centro) e mega cavalcavia perde di vista e si disinteressa della tutela e della conservazione del sempre pi&ugrave; esiguo patrimonio arboreo che ancora rimane in questa citt&agrave;?</font></p>]]></content>
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		<title><![CDATA[PETIZIONE AL PARLAMENTO PER UNA LEGGE CHE ABBATTA I COSTI ED I PRIVILEGI DELLA CLASSE POLITICA]]></title>
		<id>http://www.cittadiniattivi.it/dblog/articolo.asp?articolo=5</id>
		<created>2010-04-16T00:50:00+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="center"><img style="WIDTH: 354px; HEIGHT: 231px" height="257" alt="" src="http://www.cittadiniattivi.it/public/Parlamento%20070928%20a.jpg" width="390" /></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: black; FONT-FAMILY: Tahoma"><font face="Arial" size="3">Utilizzando le parole di Stefano Micossi, in un recente articolo apparso sulla stampa nazionale, “tra le cause della crisi economica italiana, un ruolo determinante &egrave; svolto dalla cattiva qualit&agrave; delle istituzioni, in primis le istituzioni e i comportamenti della politica. <b>Anche la politica &egrave; un mestiere, nel quale si entra per fare carriera e guadagnare denaro; si ottengono anche influenza e potere, oltre a mille piccoli privilegi nella vita quotidiana</b>. Dunque, i guadagni monetari dovrebbero essere pi&ugrave; contenuti, rispetto a posizioni comparabili nel settore privato.</font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: black; FONT-FAMILY: Tahoma"><font face="Arial" size="3"> </font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: black; FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="3"></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: black; FONT-FAMILY: Tahoma"></span><span style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: black; FONT-FAMILY: Tahoma"><font face="Arial" size="3">In Italia avviene precisamente il contrario. <b>Le retribuzioni dei nostri politici e degli alti funzionari delle amministrazioni sono ormai molto pi&ugrave; alti del settore privato</b> e, in assoluto, completamente fuori linea nel confronto internazionale. La revisione delle regole di remunerazione del Parlamento europeo ha fatto emergere l'anomalia italiana: <b>i nostri deputati, che finora percepivano la remunerazione nazionale, guadagnano oltre 12000 euro al mese, oltre 150.000 euro l'anno</b>. Il Paese pi&ugrave; generoso dopo di noi, l'Austria, paga poco pi&ugrave; di settemila euro; la Svezia e il Lussemburgo, molto pi&ugrave; ricchi di noi, pagano intorno a 5000 euro.</font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: black; FONT-FAMILY: Tahoma"><font face="Arial" size="3"> </font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><font size="3"><span style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: black; FONT-FAMILY: Tahoma"></span><span style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: black; FONT-FAMILY: Tahoma"></span></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: black; FONT-FAMILY: Tahoma"><font face="Arial" size="3">Lo stipendio dei parlamentari non &egrave; che la punta dell'iceberg. Negli ultimi anni, retribuzioni generose e benefici accessori si sono moltiplicati nelle assemblee regionali - dove le retribuzioni si sono spesso allineate a quelle parlamentari - provinciali e comunali, per decisioni sempre unanimi assunte di solito in sordina, quando l'opinione pubblica era distratta. <b>Un impiego pubblico, pi&ugrave; che una funzione rappresentativa</b>.</font></span></p>
<span style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: black; FONT-FAMILY: Tahoma"><font face="Arial" size="3">
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3"><font color="#000000"><b>Generosi con se stessi</b></font><font color="#000000">, ma non meno generosi con i propri collaboratori nei vertici delle amministrazioni, sempre pi&ugrave; scelti secondo il deleterio «sistema delle spoglie». Introdotta con la scusa di attirare i talenti, la contrattualizzazione della dirigenza ha condotto </font><font color="#000000"><b>a retribuzioni sproporzionate - 300, 400, anche 500 mila euro per direttori generali e capi di agenzie indipendenti</b></font><font color="#000000">. Nel settore privato remunerazioni di questo livello sono percepite solo da manager al massimo livello: i quali per&ograve; </font><font color="#000000"><b>lavorano moltissimo, rischiano del proprio e non godono delle garanzie tipiche dell'impiego pubblico. </b></font></font></font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: black; FONT-FAMILY: Tahoma"><font face="Arial" size="3">L'esplosione delle retribuzioni si &egrave; accompagnata a un altro fenomeno:  <b>l'occupazione diretta dei posti di nomina politica da parte di esponenti della politica</b> che perdono il posto in parlamento o nelle assemblee elettive. L'esempio pi&ugrave; straordinario &egrave; quello dei commissari delle autorit&agrave; indipendenti, istituite per garantire che certe funzioni pubbliche fossero indipendenti dalla politica, ora riempite di politici che avevano perso il posto.</font></span></p>
</font></span>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: black; FONT-FAMILY: Tahoma"><font face="Arial" size="3"> </font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><font size="3"><span style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: black; FONT-FAMILY: Tahoma"></span><span style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: black; FONT-FAMILY: Tahoma"></span></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: black; FONT-FAMILY: Tahoma"><font face="Arial" size="3">Nei prossimi anni il riequilibrio delle nostre finanze pubbliche disastrate richieder&agrave; <b>molti sacrifici</b>. Credo che sar&agrave; difficile convincere i cittadini ad accettarli, se prima <b>la politica non dar&agrave; seri segni di ravvedimento</b>, cessando di saccheggiare le casse pubbliche a proprio vantaggio. Un'indagine parlamentare sulle retribuzioni delle cariche elettive e dei vertici delle amministrazioni potrebbe aiutare a far luce sulla dimensione del fenomeno; <b>il riferimento agli standard europei per le diverse cariche fornirebbe la misura dei tagli da effettuare</b>”.</font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: black; FONT-FAMILY: Tahoma"><font face="Arial" size="3"> </font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><font size="3"><span style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: black; FONT-FAMILY: Tahoma"></span><span style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: black; FONT-FAMILY: Tahoma"></span></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: black; FONT-FAMILY: Tahoma"><font face="Arial" size="3">Stante la situazione e prendendo atto dell’ormai sempre pi&ugrave; crescente <b>disaffezione della pubblica opinione verso
<personname w:st="on" productid="la “Politica"></personname>
<personname w:st="on" productid="la “Politica"></personname>
la “Politica ”</b>,
<personname w:st="on" productid="la nostra Associazione"></personname>
<personname w:st="on" productid="la nostra Associazione"></personname>
la nostra Associazione si fa promotrice e da l’avvio ad una raccolta firme nazionale per una:</font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: black; FONT-FAMILY: Tahoma"><font face="Arial" size="3"> </font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><font size="3"><span style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: black; FONT-FAMILY: Tahoma"></span><b><span style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: red; FONT-FAMILY: Tahoma"></span></b></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><font size="3"><span style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: Arial"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3"><font color="#ff0000"><b>PETIZIONE AL PARLAMENTO ITALIANO PER UNA LEGGE CHE ABBATTA I COSTI DELLA POLITICA ED I PRIVILEGI RICONOSCIUTI ALLA CLASSE POLITICI</b></font> </font></font>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font color="#000000"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">Essa pu&ograve; essere comodamente </font></font></font><font color="#000000"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3"><b>sottoscritta accedendo online al nostro sito web</b></font></font></font><font color="#000000"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3"> (</font></font></font><strong><a href="http://www.cittadiniattivi.it/"><font color="#0000ff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">www.cittadiniattivi.it</font></font></font></a></strong><font color="#000000"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">) al seguente link (clicca qui di seguito: </font></font></font><strong><a href="http://www.cittadiniattivi.it/petizionesottoscrizione.asp?idpetizione=1"><font color="#0000ff"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">Sottoscrivi la Petizione</font></font></font></a></strong><font color="#000000"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">).</font></font></font><font face="Arial, sans-serif"><font size="3"> </font></font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3"><font color="#000000">E’ nostra intenzione, unitamente a tutte quelle Associazioni e/o Movimenti che vorranno condividere con noi questa iniziativa e che preghiamo di contattarci ai riferimenti sotto espressi, consegnare la Petizione e le firme raccolte, </font><font color="#000000"><b>nelle mani del Presidente della Repubblica e nelle mani dei Presidenti di Camera e Senato</b></font><font color="#000000"> </font><font color="#000000"><b>onde sensibilizzare la classe politica per un radicale, etico e morale cambiamento nel rispetto delle esigenze e dei bisogni del popolo italiano</b></font><font color="#000000">.</font> </font></font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: black; FONT-FAMILY: Tahoma"><font face="Arial" size="3">Vi invitiamo a dare la massima diffusione a questa nostra iniziativa, segnalando il sito </font><a href="http://www.cittadiniattivi.it/"><strong><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font face="Arial" color="#0000ff" size="3">www.cittadiniattivi.it</font></span></strong></a><font face="Arial" size="3"> ed invitando tutti i contatti della vostra rubrica e tutte le persone che conoscete a sottoscrivere la petizione.</font></span></p>
</span></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: black; FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="3"></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: black; FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="3"></font></span></p>
<div align="center">  </div>
<div align="center"><embed style="WIDTH: 226px; HEIGHT: 202px" src="http://www.youtube.com/v/AQl67NUNqbQ&rel=0&color1=0x006699&color2=0x54abd6&border=1" width="226" height="202" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent"></embed></div>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.cittadiniattivi.it/dblog/articolo.asp?articolo=5"/>
		<issued>2010-04-16T00:50:00+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[VENERDI' 27 NOVMBRE2009, ORE 20.30, sala comunale FORNACE CAROTTA, PADOVA via Siracusa 61]]></title>
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		<created>2009-11-23T02:38:29+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<img style="WIDTH: 593px; HEIGHT: 863px" alt="" src="/public/Convegno CADG 091127 vert.jpg" width="1044" height="1705" />]]></content>
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		<issued>2009-11-23T02:38:29+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[ABBIAMO VINTO (?)]]></title>
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		<created>2009-06-24T23:46:09+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="center"><font color="#000000"><font size="3"><img alt="" src="/public/Elettore.jpg" /> </font>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">Si &egrave; votato per il nuovo Parlamento Europeo e, come sempre, nessun partito ha perso le elezioni. Nelle dichiarazioni rilasciate alle agenzie di stampa, tutti i leader politici trovano, nel proprio risultato elettorale, grandi motivi di soddisfazione tali da ringraziare il proprio elettorato. I sorrisi si sprecano, l'aplomb regge, le mani meccanicamente continuano, per consolidata abitudine, a stringersi. Qualunque sia il voto ottenuto, ogni leader di partito <strong>riesce a trovare sempre un precedente esito elettorale che ne giustifica la crescita od il consolidamento della &ldquo;spinta innovativa che il partito ha saputo interpretare&rdquo;.</strong> Peccato per&ograve; che se qualcuno vince non pu&ograve; non esserci qualcuno che perde.&nbsp;</font>&nbsp;</p>
</font></p>
<p><font color="#000000" size="3">Non ha certamente vinto il <strong>Pdl</strong>. Contrariamente alle aspettative, non solo non centra il fatidico traguardo del 40%-45% pi&ugrave; volte annunciato da <strong>Berlusconi </strong>in campagna elettorale ma addirittura indietreggia di oltre <strong>2 punti</strong> rispetto alle ultime elezioni politiche. N&eacute; il <strong>PD</strong> pu&ograve; cantare vittoria: perde oltre il <strong>7%</strong> rispetto sempre allo stesso voto. </font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">La <strong>Sinistra radicale</strong>, lacerata da lotte fratricide, frutto di insuperabili personalismi, rinuncia ad un sano pragmatismo scomparendo cos&igrave;, come da quello italiano, anche dal panorama politico europeo. E dall'altra parte della barricata non son rose ma solo spine: svanisce <strong>la Destra di Storace</strong> che aveva stretto un patto elettorale con l'Mpa di <strong>Gabriele Lombardo</strong>, new entry del panorama politico italiano ma gi&agrave; sconfessato, in Regione Sicilia, dalla sua stessa maggioranza. E dopo molti lustri passati in Europa spariscono anche i <strong>Radicali di Marco Pannella</strong> &amp; C., nonostante l'Italia, con <strong>Emma Bonino</strong>, abbia avuto, nel passato, uno dei pi&ugrave; apprezzati commissari europei. </font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">Certo <strong>l'Italia dei Valori</strong> ha ragioni per gioire perch&eacute; aumenta il suo consenso elettorale dal 4,4% del 2008 all'8% delle Europee ma ha anche fondati motivi per dolersi. Se si esclude il solo <strong>Di Pietro</strong>, l'elettorato, con le preferenze, ha bocciato tutti i suoi candidati promuovendo in Europa, al loro posto, solo quelli indipendenti e provenienti dalla societ&agrave; civile. Solo il meccanismo delle rinunce incrociate ha consentito a tre di loro (<strong>Iovine, Rinaldi, Uggias</strong>) di raccogliere un seggio, segno questo che la dirigenza di questo partito non gode di un pubblico apprezzamento da parte dell'elettorato. </font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">Di pi&ugrave;. La new entry, il pm <strong>Luigi De Magistris</strong> ha superato, in preferenze ed in 4 su 5 circoscrizioni, il pi&ugrave; famoso pm <strong>Antonio Di Pietro</strong>, fatto questo fino ad ora mai successo e, conoscendo il carattere del presidente, forse la cosa non deve avergli fatto molto piacere. Infatti, subito dopo per mitigarne l'effetto negativo, il partito si &egrave; subito affrettato a comunicare, all'opinione pubblica, che, di l&igrave; a poco, avrebbe tolto, dal proprio logo, il nome &ldquo;DiPietro&rdquo;. <strong>Sar&agrave; De Magistris il nuovo leader del gabbiano che vola?</strong> </font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">Come l'Idv, anche <strong>l'Udc</strong> consegue una pur minore crescita ma, tra le sue file, deve registrare, forse, la bocciatura pi&ugrave; eclatante: il principe-ballerino <strong>Emanuele Filiberto di Savoia</strong>, segno questo che l'Italia non ha ancora metabolizzato, nonostante gli apprezzamenti in tv, la presenza degli ex regnanti sul suo territorio. Anche la <strong>Lega</strong> cresce di 2 punti ma non potr&agrave; mai sfondare: da prefisso telefonico le percentuali raccolte al centro-sud. </font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3"><strong>Ma allora, chi, senza ombra di dubbio, ha vinto</strong>? La &ldquo;Casta&rdquo; &egrave; troppo impegnata a parlarsi addosso da non vedere che c'&egrave; un partito che ha <strong>aumentato il suo &ldquo;consenso&rdquo; di 12 punti rispetto al 2008 e di oltre 6 punti rispetto al 2004: il partito degli astenuti</strong>. Per le Europee si sono astenuti pi&ugrave; di 10 milioni di elettori sugli oltre 33 chiamati alle urne, con un <strong>aumento di quasi il 10% rispetto al 2004</strong>. Certo ci&ograve; dipende dal disinteresse, crescente anche in Italia, verso l'Europa e le sue istituzioni. Ma dipende anche dal diffondersi degli atteggiamenti negativi &ndash; dalla noia al disgusto &ndash; verso una politica nostrana condita da cinismo, odio, rancore e denigrazione. Ma di questo, come sul Titanic, nessun politico sembra per&ograve; accorgersi.... </font></p>]]></content>
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		<title><![CDATA[IRAN : PER LA PRIMA VOLTA PROTESTE IN PIAZZA CONTRO L'ESITO ELETTORALE]]></title>
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		<created>2009-06-17T20:42:31+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="center"><font color="#000000"><img alt="" src="/public/Iran elezioni manifestanti.jpg" width="529" height="293" /></font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">Venerd&igrave; 12 giugno scorso &egrave; successo qualche cosa di pi&ugrave; importante dell'elezione di un nuovo presidente della Repubblica Islamica dell'Iran. </font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">Ormai tutto il mondo sa che Ahmadinejad &egrave; stato rieletto per la seconda volta, ma per fortuna sa anche che vi &egrave; un movimento riformista che &egrave; disposto a lottare e a protestare a favore del cambiamento nel paese. Infatti, la massiccia protesta di Teheran lo dimostra. Da ieri sera fino a questo momento sono scesi pi&ugrave; di 2 milioni di persone per le strade della capitale dell'Iran. </font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">Ma purtroppo la risposta repressiva del regime ha causato finora 7 morti e molti feriti. Proprio stamattina i famigerati Pasdaran, le guardia della Rivoluzione, hanno cominciato a sparare sulla folla nella Piazza Azadi (Libert&agrave;) al centro della citt&agrave; di Teheran. </font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">Dopo trent'anni dalla rivoluzione teocratica di Khomeini il paese si trova diviso. Da una parte la societ&agrave; civile Iraniana composta per lo pi&ugrave; da giovani. D'altra parte una gerarchia clericale degli ayatollah, un'elite altamente privilegiata. Ma la vittoria di Ahmadinejad &quot;con il 63% dei voti&quot; e la repressione delle proteste potrebbe essere l'inizio della &quot;seconda rivoluzione&quot;. Ricordiamo che la prima rivoluzione &egrave; stata quella dell'eliminazione dello Sci&agrave; nel 1979. </font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">Nel 30&deg; anniversario della Repubblica islamica, &egrave; la prima volta che l'esito delle elezioni costringe i cittadini a scendere in piazza senza paura contro gli intoccabili a difesa della legalit&agrave;.</font></p>]]></content>
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		<title><![CDATA[ELEZIONI IN IRAN : QUATTRO CANDIDATI MA UNA SVOLTA E' MOLTO DIFFICILE]]></title>
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		<created>2009-06-14T01:17:23+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="center"><font color="#000000" size="3"><img src="/public/Iran elezioni donne.jpg" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">L'appuntamento pi&ugrave; atteso dagli Iraniani &egrave; il prossimo 12 giugno, quando dovranno eleggere un nuovo presidente della Repubblica. I candidati sono quattro, compreso il presidente uscente Mahmud Ahmadinejad. Ma cerchiamo di conoscere chi sono gli altri tre contendenti. </font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">Il primo &egrave; Mir Hussein Moussavi: gi&agrave; primo Ministro nei anni ottanta durante la sanguinosa guerra tra l'Iraq e Iran, viene considerato un riformista e appartiene al gruppo riformista di Khatami, ex presidente della Repubblica. Infatti, Khatami, che inizialmente aveva presentato la propria candidatura, si &egrave; ritirato sostenendo proprio Mir Hussein Moussavi. Anche se c'&egrave; molta perplessit&agrave; sul fatto che il personaggio Moussavi possa portare un vero cambiamento sia sul fronte interno sia sul fronte internazionale, in quanto &egrave; un membro della vecchia guardia del regime. I</font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">l secondo candidato &egrave; Mehdi Karoubi, ex presidente del Parlamento, nato 72 anni fa nella antica regione di Loristan. Durante i suoi studi religiosi presso la Facolt&agrave; di Teologia della Universit&agrave; di Teheran ha conosciuto l'Ayatollah Khomeini diventando uno dei suoi sostenitori nella rivoluzione Islamica 1979. Anche Karoubi viene considerato un riformatore pragmatico, spesso ha criticato il Consiglio Guardiani, organo supremo composto da 12 membri nominati per sei anni la cui funzione principale &egrave; quella di assicurare la compatibilit&agrave; delle leggi con la Costituzione e con l'Islam. </font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">Il terzo candidato &egrave; Mohsen Rezai, conservatore, gi&agrave; capo delle guardie della rivoluzione, i Pasdaran, per pi&ugrave; di dieci anni. La candidatura di quest'ultimo viene invece considerata da tanti come una manovra di pura facciata. Dopo il confronto televisivo tra Ahmadinejad e Mir-Hossein Mousavi, uno dei due candidati riformisti alla presidenza dell'Iran - trasmesso dei due canali televisivi satellitari Iraniani IRIB e Shar - si &egrave; avuta la netta impressione che Ahmadinejad abbia vinto con netto vantaggio questo primo match. </font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">Purtroppo Mousavi non &egrave; stato molto deciso nel contestare la politica estera di Ahmadinejad, che ha di fatto isolato l'Iran dalla Comunit&agrave; Internazionale non solo sulla questione nucleare, ma anche sui diritti umani e la liberta di stampa. Mousavi non &egrave; riuscito ad incalzare Ahmadinejad sui diritti delle minoranze - come otto milioni di Curdi, quattro milioni di arabi in khuzestan - o sui diritti delle donne. </font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">Come si dice, non si muove foglia che "Ayatollah Ali Khamenei " non voglia!!! L'Ayatollah Khamenei, largamente considerato il simbolo della classe dirigente conservatrice del Paese, &egrave; un sostenitore di Ahmadinejad e per questo motivo n&egrave; Mousavi n&egrave; Karrubi potranno portare l'Iran fuori da questa situazione.</font> </p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.cittadiniattivi.it/dblog/articolo.asp?articolo=87"/>
		<issued>2009-06-14T01:17:23+01:00</issued>
		<modified>2009-06-14T01:17:23+01:00</modified>
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		<title><![CDATA[BRINDA CON PAPI]]></title>
		<id>http://www.cittadiniattivi.it/dblog/articolo.asp?articolo=86</id>
		<created>2009-06-03T01:29:09+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="center"><img alt="" src="/public/Letizia Noemi e Belusconi 090522.jpg" /></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">Papi. No, non &egrave;, come qualcuno potrebbe pensare, visto l'ambito politico, la sigla evoluzione del pi&ugrave; noto Pati (Piano di Assetto del Territorio Intercomunale) ma semplicemente il &ldquo;nomignolo&rdquo; con il quale una sconosciuta neo-maggiorenne, la signorina <strong>Noemi Letizia</strong> di Napoli, chiama, affettuosamente, il Presidente del Consiglio, <strong>on. Silvio Berlusconi</strong>. </font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">Ebbene, ad oggi, <strong>questo &egrave; quanto di &ldquo;programmatico&rdquo; il dibattito politico in Italia ha saputo partorire in vista delle prossime elezioni europee</strong>. Il tutto unito ai contenuti della lettera con la quale la consorte del premier, <strong>Sig.ra Veronica Lario</strong>, denunciava l'inserimento (cosa poi non avvenuta) di &ldquo;veline&rdquo; e &ldquo;starlette&rdquo; nelle liste del PDL, definite, quest'ultime, senza mezzi termini, <strong>&ldquo;<em>ciarpame senza pudore</em>&rdquo;.</strong> </font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">E' pur vero che le elezioni per il Parlamento Europeo sono elezioni depotenziate perch&eacute; sono le uniche nelle quali non &egrave; in gioco il controllo del governo e perch&eacute; non c'&egrave; il &ldquo;voto utile&rdquo;. Coerenza richiederebbe per&ograve; <strong>a persone che mettono in &ldquo;saccoccia&rdquo;, tra indennit&agrave;, diarie e rimborsi vari, circa 30/35 mila euro al mese</strong>, che si impegnassero, in campagna elettorale, ad annunciare al popolo quali sono i <strong>contenuti programmatici e politici</strong> con i quali si apprestano a chiedere il consenso agli italiani. Macch&eacute;. </font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">Fino ad oggi non ho letto, n&eacute; sentito un intervento di un politico italiano su <strong>temi che sono rilevanti per il nostro futuro e soprattutto per quello delle generazioni pi&ugrave; giovani</strong>. Abbiamo solo poche settimane per discutere delle strategie con le quali arrivare alla creazione degli Stati Uniti d'Europa, per discutere delle disfunzioni di quello che &egrave; il quadro istituzionale generale e dei difficili rapporti tra Stati ed Unione, per discutere della debolezza della politica Ue, delle prospettive grigie di Eurolandia, delle schizzofreniche strategie Ue in materia di immigrazione e sicurezza, della mai partorita Costituzione Europea, del ruolo dell'Italia e dei cambiamenti in corso nell'economia mondiale. Niente di tutto questo. <strong>Ci&ograve; che ora va in onda &egrave; solo la soap-opera &ldquo;Brinda con Papi&rdquo;.</strong> Nemmeno l'autorevole quotidiano &ldquo;Times&rdquo; rimane esente dal contagio da &ldquo;buco della serratura&rdquo;: &egrave; costretto a chiedere pubblicamente scusa alla madre di Noemi per avere mal tradotto un suo auspicio sulla prossima carriera della figlia. </font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">Ho sempre ritenuto corretto <strong>distinguere il pubblico dal privato</strong>. Attaccare l'avversario politico sul piano personale con l'obbiettivo di distruggerlo, denota solo povert&agrave; intellettuale ed incapacit&agrave; nel saper argomentare una qualsiasi critica politica al suo agire. Questo, per me, vale sia nei confronti di Berlusconi come di qualsiasi altro leader politico del centrodestra o del centrosinistra. <strong>E&rsquo; sul piano del confronto delle idee che si ottiene il consenso</strong>, non come logica conseguenza della distruzione dell'immagine dell'avversario, toccato negli affetti e nei legami parentali. </font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">Questa oggi &egrave; <strong>l'immagine della classe politica</strong> che, a breve, consegneremo all'Europa. Una classe politica campione di <strong>trasformismo</strong>, capace cio&egrave; di far parte del comitato che promuove il referendum e che poi, a pochi giorni dalla consultazione, invita gli italiani a votare contro. Una classe politica che si dimostra impreparata a saper prevenire l'attacco portato ad un sindacalista, <strong>Rinaldini, spinto gi&ugrave; dal palco del comizio</strong>. Una classe politica incapace di accorgersi che, oggi, <strong>lo stipendio medio di un italiano</strong>, secondo l'Ocse, si colloca solo al <strong>23&deg; posto</strong> tra i paesi sviluppati: dopo di noi, in Europa, solo Ungheria e Turchia. </font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">Ma perch&eacute; <strong>preoccuparsi</strong> tanto? Ma s&igrave;, godiamoci lo spettacolo del &ldquo;Grande Fratello&rdquo; in politica!</font> </p>]]></content>
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		<issued>2009-06-03T01:29:09+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[TELENOVELA “DAL MOLIN”!]]></title>
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		<created>2009-06-03T00:49:41+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="center"><font color="#000000" size="3"><img style="WIDTH: 513px; HEIGHT: 425px" alt="" src="/public/Dal Molin Sit-in.jpg" width="645" height="515" /></font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">Continua senza sosta e incessantemente l&rsquo;azione dei comitati &ldquo;No Dal Molin&rdquo; contro l&rsquo;allargamento della base USA a Vicenza. Dopo gli ultimi sit-in davanti alla base, fa notizia <strong>l&rsquo;acquisto del terreno situato ai confini dell&rsquo;area su cui sorge</strong>. </font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">Con l&rsquo;iniziativa &ldquo;Mettiamo radici al Dal Molin&rdquo;, le adesioni sono piovute a raffica, anche tramite delega. Alla presenza di un notaio, il terreno, valutato 25 mila euro, &egrave; stato <strong>diviso tra 430 nuovi proprietari</strong> che hanno acquistato 544 quote a 100 euro ognuna. L&rsquo;area, di qualche migliaio di metri quadri, &egrave; disposta sul lato nord a fianco di una delle uscite. </font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">Gli attivisti sono riusciti a <strong>raccogliere l&rsquo;intera cifra</strong>, compreso il 18% per il pagamento delle imposte di registro e l&rsquo;atto notarile. <strong>Ora il terreno &egrave; diventato il loro presidio</strong>. Riusciranno in questo modo a contrastare l&rsquo;esproprio per la realizzazione dell&rsquo;entrata della base? </font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">La telenovela continua!</font></p>]]></content>
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		<issued>2009-06-03T00:49:41+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[SANITA’: QUALI SERVIZI]]></title>
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		<created>2009-06-02T22:47:51+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="center"><img alt="" src="/public/Medico spalle stetoscopio.jpg" /></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">Dopo la buona notizia derivante dal recente <strong>recupero di circa 400 milioni di euro</strong> operato, dalla Regione Veneto, con l'accordo raggiunto in sede di conferenza delle Regioni e delle Province autonome sul ripartimento del fondo sanitario nazionale, ne arriva un&rsquo;altra che invece offusca un po&rsquo; quella virtuosit&agrave; di cui, da sempre, si fregia il Veneto e che riguarda la &ldquo;<strong>Carta dei Servizi Asl</strong>&rdquo;. Del caso si &egrave; occupato anche il movimento consumatori nell'ambito del progetto &quot;SOS salute&quot;. </font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">Si tratta di un documento esposto negli uffici &ldquo;Relazioni con il Pubblico&rdquo; e che contiene una sorta di patto tra gli enti che erogano servizi di pubblica utilit&agrave; ed i cittadini. Questa &ldquo;Carta dei Servizi&rdquo; permette di conoscere l'organizzazione dell'azienda ospedaliera, le prestazioni offerte, le forme di assistenza, i reclami. </font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">Le Asl purtroppo per&ograve;, sull&rsquo;argomento, non sono molto efficienti: 7 su 23 sono dotate di una versione cartacea, 6 hanno solo opuscoli informativi, 13 l'hanno inserita sul sito internet, 15 solo materiale informativo online. <strong>Soltanto Rovigo e Belluno hanno superato l'esame mentre Venezia &egrave; risultata la peggiore</strong>: possiede una carta dei servizi vecchia del 1989 nemmeno aggiornata in internet. </font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">Anche altre realt&agrave; come Treviso, Vicenza, Bassano Del Grappa e Padova non possiedono una &ldquo;Carta&rdquo; stampata che tutti possano consultare, specie gli anziani. Perch&eacute; non <strong>investire i fondi che eccedono nella cassa regionale della sanit&agrave; per fornire la &ldquo;Carta dei Servizi&rdquo; a tutte le Asl aggiornandole</strong> e rendendo cos&igrave; pi&ugrave; facile la vita a tutti gli utenti? </font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">Intanto si pensa all&rsquo;apertura, in Veneto, di un <strong>polo specializzato in malattie rare</strong> grazie ad un'intesa europea tra Veneto, Friuli, Carinzia e Slovenia. I cittadini partner potranno curarsi con oneri a carico della UE senza costi aggiuntivi. Viene messo in pratica il trattato di Schengen che permette ai pazienti di usufruire delle strutture ospedaliere comunitarie.</font> </p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.cittadiniattivi.it/dblog/articolo.asp?articolo=84"/>
		<issued>2009-06-02T22:47:51+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[SOLO AI NOSTRI FIGLI E’ DELEGATA LA RISPOSTA… ]]></title>
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		<created>2009-05-10T23:02:50+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="center"><font color="#000000" size="3"><img alt="" src="/public/Terremoto 090405.jpg" /></font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3"><strong>295</strong>. Tanti sono i morti provocati dal terribile sisma che ha devastato l&rsquo;Abruzzo e che si aggiungono agli oltre 1.600 feriti. <strong>Ma quanti di questi morti sono riconducibili alla forza della natura piuttosto che, invece, alla mala gestione di una classe politica che ormai, da tempo, dimostra tutti i suoi limiti etici e morali</strong>? </font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">Il presidente della Repubblica <strong>Giorgio Napolitano</strong> cos&igrave; si esprime sul terremoto d&rsquo;Abruzzo: a rendere cos&igrave; tragico il bilancio, in termini di vite umane &quot;<em>hanno contribuito anche comportamenti come lo sprezzo delle regole e il disprezzo dell'interesse generale e dell'interesse dei cittadini</em>&quot;. E&rsquo; sconvolgente lo scoprire come lo stato italiano, dal &rsquo;45 al &rsquo;90, causa l&rsquo;inefficiente prevenzione, abbia speso <strong>oltre 75 miliardi di euro &ndash; circa 140 milioni di euro al giorno &ndash; il costo di 12 ponti sullo stretto di Messina, solo per tamponare i danni</strong>. Ha ragione il Presidente: non ci sono scuse! </font></p>
<p align="justify"><font color="#000000"><font size="3">Non era ancora trascorso un anno da quando l&rsquo;Abruzzo veniva politicamente e moralmente sconvolto dalla scandalo che aveva <strong>decapitato la giunta regionale accusata di associazione per delinquere, corruzione e concussione</strong> per gestione privata nella sanit&agrave; - queste le accuse che avevano portato la Guardia di Finanza ad arrestare il presidente della <font color="#000000">Regione Abruzzo, <strong>Ottaviano Del Turco</strong>, unitamente ad altri &ndash; che ora un&rsquo;altra grave ferita colpisce la dignit&agrave; dei suoi abitanti. Un anno, questo, per l&rsquo;Abruzzo da dimenticare.</font></font></font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">Solo 21 anni dopo il terremoto in Irpinia, 9 dopo l'alluvione in Valtellina, 3 dopo la frana di Sarno, nel 2001, si disponeva l&rsquo;emanazione di specifiche norme tecniche relative alle costruzioni in zone sismiche che arrivarono solo nel 2003 e la cui applicazione fu rinviata pi&ugrave; volte fino al 2005, quando furono approvate le<strong> Ntc &ldquo;Norme tecniche per le costruzioni&rdquo;</strong> la cui entrata in vigore &egrave; stata, di anno in anno, <strong>puntualmente prorogata</strong>. L&rsquo;ultimo rinvio risale al 27 febbraio scorso (!), col solito decreto &laquo;milleproroghe&raquo; (nome quanto mai azzeccato), lo stesso usato da Prodi nel 2007, con il quale si posticipava l'entrata in vigore delle Ntc dal 30.6.09 al 30.6.10. Siamo il Paese del <strong>&ldquo;tanto fumo (negli occhi del cittadino) e poco arrosto&rdquo;, degli annunci, sotto la spinta emotiva del popolo, e delle successive proroghe, sotto la spinta delle lobby di potere</strong>. Nel frattempo non si contano pi&ugrave; le vittime innocenti, soprattutto i bambini, e a <strong>San Giuliano di Puglia</strong>, il 31.10.02 crollava la scuola elementare uccidendo <strong>27</strong> <strong>scolari ed una maestra</strong>. &ldquo;Dulcis in fundo&rdquo;: anche la prima versione del recente <strong>&ldquo;Piano casa&rdquo;,</strong> proposto dal governo, allentava le vigenti normative antisismiche. </font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">Sconvolge il <strong>livello di immoralit&agrave;</strong> che ha raggiunto oggi la nostra societ&agrave;: si passa dall&rsquo;utilizzare la pi&ugrave; economica <strong>sabbia del mare</strong> per tagliare il materiale edile &ndash; corrodendo cos&igrave; i tondini di ferro e provocando il crollo di interi palazzi&ndash; al vantarsi, sul <strong>Tg1</strong>, nell&rsquo;edizione del 7.4.09, degli ottimi dati auditel raggiunti con la diretta dai luoghi della tragedia, dal costruire, in 37 anni, l&rsquo;ospedale &ldquo;San Salvatore&rdquo; dell&rsquo;Aquila che <strong>coster&agrave; 9 volte pi&ugrave; del necessario</strong> ed il cui cemento oggi si &egrave; sgretolato come la creta, alla recente &ldquo;Casa dello Studente&rdquo;, trasformatasi in <strong>pietra tombale per 8 ragazzi</strong> e nei cui pilastri mancava la &ldquo;staffatura&rdquo;, dalla denuncia per procurato allarme inflitta al ricercatore <strong>Giampaolo Giuliani</strong> reo di aver urlato ai quattro venti la sua convinzione, alla variazione attuata dalla Regione Abruzzo, nel 1983, quando <strong>abbass&ograve; il rating sismico</strong> dell&rsquo;Aquila &ndash; da rosso ad arancione - che tale &egrave; rimasto fino ad oggi. </font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">Un terribile dubbio allora a questo punto mi assale: ma, visti gli esempi ed assodato che il nostro &egrave; un Paese ad altro rischio sismico e provato che la nostra classe politica non &egrave; in grado di tutelare a fondo la vita dei suoi concittadini anche di fronte a queste catastrofi naturali, chi ci garantir&agrave;, in un prossimo futuro, la sicurezza di fronte ai possibili pericoli correlati alla recente <strong>svolta al nucleare</strong>? Solo ai nostri figli &egrave; delegata la risposta...</font></p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.cittadiniattivi.it/dblog/articolo.asp?articolo=81"/>
		<issued>2009-05-10T23:02:50+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[L'INCHIESTA AL VELENO!]]></title>
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		<created>2009-05-10T22:29:48+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="center"><font color="#000000" size="3"><img src="/public/Fabbrica.jpg" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">Non si placa la rabbia delle famiglie che hanno perso i loro cari nella fabbrica del terrore e di chi &egrave; ancora vivo &egrave; ammalato di tumore. Si parla dell’inchiesta sulla morte dei lavoratori della “Tricom/Galvanica PM” di Tezze sul Brenta in provincia di Vicenza. La fabbrica, ormai dal 2003 non pi&ugrave; operante, ha provocato forse uno dei pi&ugrave; grandi danni ambientali nel territorio del bassanese e dell’alta padovana. </font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">Il problema principale nasce dall’utilizzo, in detta azienda, del cromo esavalente, del nichel e di altre sostanze tossiche i cui fumi si miscelavano tra di loro. Ora si potrebbe dire che in una ditta di cromature questo &egrave; normale. Certo, ma solo se fossero stati rispettati i sistemi di sicurezza e fosse stata tutelata la salute degli operai! Non &egrave; accaduto nulla di tutto questo anzi, a dimostrazione del perfetto contrario di quello che &egrave; una fabbrica rispettosa delle misure di sicurezza, si produsse un video, all’interno della ditta, mentre gli operai svolgevano il loro lavoro con tutti i pulsanti per gli aspiratori spenti non per volont&agrave; degli operai ma semplicemente perch&eacute; non funzionanti. </font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">L&igrave; si respirava un “cocktail mortale” appunto. Sono morti in dieci. E degli altri malati, con conseguenze anche sui figli, cosa sar&agrave;? Aperta l’inchiesta, fatti i dovuti controlli da parte dei tecnici dell’Arpav, della Guardia Forestale dello Stato e dei medici legali, si &egrave; concluso che ci sono tutti i presupposti per il rinvio a giudizio di chi si &egrave; macchiato di questo crimine silenzioso. Il Tribunale di Bassano del Grappa, titolare dell’inchiesta, per la seconda volta ha chiesto l’archiviazione del caso. L’unica condanna che si &egrave; avuta in questo processo &egrave; stata quella di Paolo Zampierin, in rappresentanza della Tricom Pm, a due anni e sei mesi inflitta dal Tribunale di Cittadella. Inoltre la cosa sconvolgente &egrave; come gli scarichi tossici siano potuti finire nelle falde acquifere che servono il territorio inquinando l’acqua potabile. Insomma, si beve acqua al veleno? Un dramma nel dramma. </font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">Il “Comitato di difesa del diritto alla salute nei luoghi di lavoro e della popolazione di Tezze e Bassano”, si &egrave; subito mobilitato per dire “no” all’archiviazione del caso ed avere giustizia. Il posto di lavoro &egrave; un diritto per tutti e il lavoratore una risorsa immensa che deve essere tutelata. L’essere umano non &egrave; uno schiavo o un rottame che, quando non funziona pi&ugrave;, si butta via! In questo caso le responsabilit&agrave; non sono solo del datore di lavoro ma anche di chi &egrave; chiamato ad applicare la legge ed a farla rispettare. Cosa c’&egrave; dietro questa nuova richiesta di archiviazione? Quale arcano mistero c’&egrave; da proteggere? Forse &egrave; meglio tacere perch&eacute; lo scandalo &egrave; troppo grosso e perch&eacute; troppi sono i morti causati da questa gravissima negligenza?</font></p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.cittadiniattivi.it/dblog/articolo.asp?articolo=83"/>
		<issued>2009-05-10T22:29:48+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[SI RICOLLOCANO I MANAGER...E GLI OPERAI?]]></title>
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		<created>2009-05-10T22:15:00+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="center"><font color="#000000" size="3"></font></p>
<p align="center"><font color="#000000"><font size="3"><img alt="" src="/public/Managers.jpg" /> </font>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">E&rsquo; nata a Padova la prima agenzia di ricollocamento per i manager. Grazie a Unimpiego-Confindustria e Federmanager che hanno raccolto i dati dei manager immettendoli in una banca dati nazionale, favorendo cos&igrave; l&rsquo;incontro tra domanda e offerta di lavoro. Lo stesso amministratore delegato di Unimpiego, Riccardo Rosi, sostiene che mentre per un operaio &egrave; relativamente pi&ugrave; breve il tempo di attesa per un nuovo lavoro, per il dirigente &egrave; pi&ugrave; difficile, specie poi quando supera i quarant&rsquo;anni. Inoltre il responsabile del progetto di Federmanager Padova, Mario Baroni, sostiene che il manager deve essere aiutato anche grazie alla formazione. </font></p>
</font></p>
<p><font size="3"></font></p>
<p><font color="#000000" size="3"></font></p>
<p align="justify"><font color="#000000"><font size="3"><font color="#000000">I risultati in Veneto per questa iniziativa sono stati pi&ugrave; che positivi: a oggi sono stati ricollocati quattordici manager su venti, in tutta Italia. E&rsquo; tutto molto lodevole, in un periodo di gravissima crisi come questo che stiamo attraversando, per&ograve; non si capisce perch&eacute; per gli operai che perdono il lavoro non ci siano tutti</font> questi aiuti e non ci sia nessuno che realmente abbia interesse a ricollocarli altrove. </font></font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">Come si fa ad affermare che per un operaio &egrave; pi&ugrave; facile trovare altro e in meno tempo? Ci hanno mai provato? Per non parlare poi dell&rsquo;et&agrave;: l&rsquo;operaio a quarant'anni &egrave; finito, nessuno lo prende a lavorare, ora cercano i ragazzini con l&rsquo;apprendistato, i giovani al massimo trentenni. Gli operai pagano con la propria pelle i &ldquo;no&rdquo; ricevuti per un lavoro e gli esigui stipendi con cui vivono. Non si vuole colpevolizzare nessuno ma, soprattutto oggi, con la crisi in corso &egrave; assai importante avere una maggiore attenzione per tutta la forza lavoro.</font></p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.cittadiniattivi.it/dblog/articolo.asp?articolo=82"/>
		<issued>2009-05-10T22:15:00+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[NON SO SE SIAMO ANCORA CAPACI DI INDIGNARCI...]]></title>
		<id>http://www.cittadiniattivi.it/dblog/articolo.asp?articolo=78</id>
		<created>2009-04-23T02:03:52+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="center"><font color="#000000" size="3"><img src="/public/Parlamento Europeo Strasburgo.jpg" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">Non so se siamo ancora capaci di indignarci, talmente siamo assuefatti alla falsit&agrave; della stampa e della televisione in mano a giornalisti prezzolati (Grillo &egrave; incomparabile nel suo blog quando parla di “tentazione di lasciarsi andare un po’ da questa deriva da fogna, leggere che so, il Giornale , Libero o il Foglio, lasciarmi galleggiare in questa m.... informatica, cos&igrave; che potrei anche rilassarmi”), ma la nausea ed un senso di vomito mi viene ancora quando leggo qualche inchiesta di Gianantonio Stella: l’ultima, frutto del lavoro di Flavien Deltort e pubblicata nel Corriere della Sera del 22 aprile, che parla dei nostri Deputati europei, i pi&ugrave; pagati ed i pi&ugrave; assenteisti. </font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">Neanche il radicale Marco Cappato, pur essendo parlamentare europeo era riuscito ad avere dati sulle presenze dei suoi colleghi parlamentari perch&eacute; , gli era stato risposto “non esiste nessun alcun documento che riporti il numero totale delle presenze per deputato alle diverse riunioni ufficiali”. La richiesta era stata addirittura respinta dal segretario generale Harald Romer che gli spieg&ograve;, come da deputato potesse chiedere solo i suoi. Cappato ha dovuto formalizzare la richiesta in una risoluzione presentata all’Europarlamento che finalmente l’ha approvata a larga maggioranza (<strong>355 si, 18 astenuti e 195 contrari, tra i quali tutti i deputati del PDL</strong>).La risoluzione, che comunque non avr&agrave; seguito, in quanto la legislatura si sta avviando alla sua conclusione, prevedeva la possibilit&agrave; di avere la disponibilit&agrave; di informazioni sulle presenze dei parlamentari, con pubblicazione ed accesso al sito web del Parlamento Europeo. </font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">Ma che cosa dicono i documenti ufficiali che, cocciutamente, Delort ha raccolto uno dopo l’altro in questo mare di difficolt&agrave;? Dicono esattamente quello che c’era da aspettarsi sui <strong>nostri euro deputati, i pi&ugrave; pagati , i pi&ugrave; assenteisti ed i pi&ugrave; fannulloni: fra i primi 100 eurodeputati pi&ugrave; presenti a Strasburgo gli italiani sono solo 3, meno di 1/3 dei tedeschi ed inglesi, 1/5 dei polacchi, ma svettano fra gli assenteisti classificandone 10 fra i primi 20</strong>. </font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">“Com’&egrave; possibile” , si chiede Gianantonio Stella,” che pur avendo l’Italia <strong>un decimo dei seggi europei ci ritroviamo con soli sei rappresentanti nella classifica dei 250 pi&ugrave; presenti nelle varie commissioni?”</strong> “Com’&egrave; possibile <strong>che abbiamo solo dieci parlamentari fra i primo cento pi&ugrave; assidui, quando 17 sono gli spagnoli, 25 gli inglesi e ben 39 i tedeschi?.” Dominiamo invece nelle posizioni di coda, ben 9 fra gli ultimi 21 e ben 37 (met&agrave; dei nostri europarlamentari) oltre la 800 esima posizione (sul totale di 921). Oltre il 900° posto troviamo Gianni De Michelis, Cirino Pomicino, Raffaelle lombardo, Alessandra Mussolini ed Umberto Bossi. </strong></font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">L’altra notizia,che fa venire una bile cos&igrave; ,riguarda le indennit&agrave; dei parlamentari europei. Com’&egrave; risaputo, i nostri europarlamentari non sono solo assenteisti e fannulloni, sono anche i pi&ugrave; strapagati all’interno del Parlamento Europeo, godono di alte, altissime indennit&agrave; , che, fortunatamente, dalla prossima legislatura verranno erogate non pi&ugrave; dai singoli Stati membri, ma , finalmente, dal Parlamento europeo che ha gi&agrave; fissato un’unica indennit&agrave;, uguale per tutti i parlamentari, di 7.000 &euro;, in genere, pi&ugrave; elevata rispetto a quella finora riconosciuta a tutti i parlamentari, ma decisamente pi&ugrave; ridotta per i nostri europarlamentari. </font></p>
<p align="justify"><font color="#000000" size="3">Ebbene sembra proprio - se ne parlava ieri sera su “Exit”- che <strong>sia pronta una leggina per riconoscere un’integrazione ai nostri parlamentari per “adeguarli” alle indennit&agrave; alle indennit&agrave; percepite dai membri del Parlamento Italiano</strong>. Il Paese &egrave; in crescita zero, l’economia italiana &egrave; quella che pi&ugrave; arranca e la pi&ugrave; debole nell’area UE, c’&egrave; stato il terremoto in Abruzzo che impegner&agrave; risorse fino a raschiare il fondo del nostro disastrato bilancio, per&ograve; i soldi per i nostri gi&agrave; strapagati parlamentari devono, comunque, saltare fuori.</font></p>]]></content>
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		<issued>2009-04-23T02:03:52+01:00</issued>
		<modified>2009-04-23T02:03:52+01:00</modified>
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