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RASSEGNA STAMPA

n. 1125 del 08/05/2007

ONOREVOLI BARBONI O EVASORI? di Vittorio Feltri

Presentano dichiarazioni Irpef che lasciano perplessi. E poi ci chiedono sacrifici - Il mistero delle dichiarazioni dei redditi dei nostri parlamentari. Alcuni sono vicini allo zero, altri sono da fame. E allora mi viene un dubbio...

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Evviva. È in corso il congresso dei diessini che soffrono fino alle lacrime perché stanno partorendo un bimbo, il Partito democratico, ma rivelano nostalgia per ciò che si accingono a seppellire, il Quercione. Quella della sinistra è tutta una storia di frignate. Ricordo nel '90 un altro funerale, lutti, prefiche e dolenti. Le esequie erano celebrate da Achille Occhetto. Salma, il vecchio e inglorioso Pci, l'ultimo a crepare in Europa dopo lo squagliamento del muro di Berlino. Una sceneggiata napoletana. Mancava solo Merola. Occhetto singhiozzante. Gli iscritti col fazzoletto al naso. Ero presente e mi veniva da ridere. Certi funerali tardivi sono irresistibilmente comici. Domanda: se vi affligge tanto tumulare il cadavere del vostro amato partito in avanzato stato di decomposizione, perché lo avete ucciso, bamba che non siete altro?

La teoria marxista è fallita da decenni, ma la teoria del piagnisteo continua ad essere la colonna portante dei progressisti più conservatori del mondo ovvero gli ex comunisti. Piangono e fanno piangere. Piangono i contribuenti strizzati dal fisco prodiano e padoaschioppiano. Soprattutto i più poveri, quelli da diecimila euro l'anno, costretti a pagare l'addizionale Irpef anche se, sulla carta, avevano diritto all'esenzione. Peccato. Centinaia di comuni si sono scordati delle norme salvapovericristi e questi si sono trovati in busta paga l'annuncio del salasso. Con una precisazione poco consolatoria: per adesso sborsate, più avanti rimborseremo.

Intanto si discute del tesoretto, misteriosamente ridotto a un mucchio di spiccioli. Chi si è fregato il grosso del bottino? Mah!

Piangono gli imprenditori, piccoli medi e grandi. Nessuno li aiuta, nessuno li incoraggia, nessuno provvede a rilanciare l'economia con incentivi adeguati. Piangono i cinesi perché obbligati a sottostare a regole che non conoscono o conoscono approssimativamente. Piangono i commercianti schiacciati dalla macrodistribuzione. Piangono i benzinai liberalizzati e incazzati. Piange Tronchetti Provera perché non gli lasciano vendere Telecom a chi lo imbottirebbe di denaro. Piangono i patrioti perché temono di perdere aziende su cui sventola il tricolore. Non avrei mai pensato che un giorno sarebbe scoppiato il patriottismo telefonico.

Sono commosso anche io. Piangono tassisti, farmacisti, commercialisti. Scusate, ma non dovevano piangere i ricchi secondo i programmi dell'Unione? Non ho ancora visto un banchiere asciugarsi gli occhi. Un bagno di lacrime invece per Coppola, che si è accodato a Ricucci e Fiorani, scomparsi dalla scena per aver fatto quel che fan tutti nel Belpaese: i furbetti.

Ma il quadro più struggente dell'indigenza nazionale ci viene fornito dall'elenco dei redditi denunciati dai parlamentari, 630 deputati e 315 senatori (esclusi quelli a vita che annegano nelle pensioni da pascià). Scorri la lista e sei colto da profonda malinconia. Eccetto alcuni signoroni che fan rima con Berlusconi, tutti gli altri son barboni che fan rima con terroni. Mamma mia che desolazione. C'è gente che ha denunciato zero euro all'anno, gente che prima di essere eletta non possedeva nulla e ci si chiede come abbia potuto sopravvivere fino all'ingresso nel Palazzo.

Volete i nomi? Eccoli: Caruso, comunista; Filippi, leghista; Fundarò, verde; Germontani, An; Khalil, comunista; Laratta, Ulivo; Poretti, Rosa nel pugno. Merlo, gruppo misto, ha invece guadagnato uno sproposito, 156 euro; Bafilé, Ulivo, 2763 euro; Capotosti, Udeur, 3674. Ammazza che redditi. E dicono che i miracoli sono una invenzione dei preti. Se non è un prodigio campare con meno di 3000 euro l'anno, quale altra spiegazione c'è? A giudicare dalla media delle cifre dichiarate dai nostri rappresentanti politici, siamo di fronte a una categoria di sfigati che non si capisce come abbia sostenuto le spese folli della campagna elettorale. La maggioranza dei candidati al seggio sarà stata costretta a dedicarsi alla questua per saldare le fatture dei manifesti, dei santini, dei comizi eccetera. Un branco di accattoni salvati dal decesso per inedia dall'inserimento nelle liste.

Il plotone degli onorevoli e dei senatori ha tratto dalle attività professionali stipendiucci miserabili; urge una colletta per strapparlo a un futuro di stenti. Quasi quasi indiciamo una sottoscrizione in suo favore. Se non sono barboni con tutti i crismi, cosa sono? Non ci posso credere: evasori, nuotatori nel sommerso? Difficile rispondere. Il sospetto comunque sorge spontaneo all'esame dei numeri. Redditi avvilenti per una Repubblica fondata sul lavoro e sulle banane. Quale lavoro non con- sente di mettere insieme il pranzo con la cena? C'è un aspetto drammatico da non sottovalutare. Come fa l'Unione a dire che i conti dello Stato sono migliorati per merito del governo in lotta contro l'evasione fiscale? Come fa il fisco ad avere quattro occhi puntati sui nostri soldi e a chiuderli su quelli dei barboni o evasori (non giudico) del Parlamento? Si predica che che il buon esempio deve venire dall'alto. Ok. Non esiste niente di più alto delle Camere in cui si esercita il potere legislativo. Per cui regolatevi cari amici lettori. Osservate bene da quale pulpito viene la predica e tirate le somme. Già. Le somme.

Sapete quanto ha denunciato Prodi, ex presidente della commissione europea? Qua i numeri: 89.514 euro.

Poi se la prendono con gli orefici, i salumieri e gli idraulici.

Almeno questi lavorano.


Libero, 20.04.2007


Paolo Tagliaro © 2003/04 - Tutti i diritti sono riservati