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RASSEGNA STAMPA

n. 1339 del 25/09/2007

MASTELLA AL CSM: 'TRASFERITE I PM DE MAGISTRIS E LOMBARDI'

La Procura di Catanzaro nella bufera: da lì è partito l'avviso di garanzia a Prodi - L'ispezione era stata ordinata dopo l'inchiesta sulle toghe lucane

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ROMA - Il ministro della giustizia Mastella ha chiesto al Csm il trasferimento cautelare di ufficio per il pm di Catanzaro Luigi De Magistris e del procuratore Capo Mariano Lombardi. La richiesta - secondo quanto si è appreso - è arrivata a conclusione dell'istruttoria condotta dagli ispettori del ministero negli uffici giudiziari di Catanzaro. L'iniziativa di Mastella si riferisce alla inchiesta amministrativa avviata dai suoi ispettori presso gli uffici giudiziari di Potenza, quella su Catanzaro è in fase conclusiva.

La relazione di 300 pagine è stata inviata alla prima commissione del Csm e riguarda l'inchiesta sulle "toghe lucane", vale a dire il presunto comitato di affari che avrebbe agito in Basilicata e sul quale ha indagato De Magistris. L'indagine era già partita nel mese di maggio.

Gli ispettori di Mastella avrebbero rilevato "gravi anomalie" nella gestione del fascicolo, contestando a De Magistris il suo rifiuto a riferire gli sviluppi dell'inchiesta al procuratore capo Lombardi, mentre quest'ultimo sarebbe "incolpato" per non aver esercitato alcun controllo sul suo sostituto.

Nelle inchieste di De Magistris è entrato anche il premier Romano Prodi, indagato questa estate per abuso d'ufficio. Anche se dalla procura non è mai arrivata alcuna conferma ufficiale.

Il caso dell'estate. Il nome del presidente del consiglio, Romano Prodi, è finito nel registro degli indagati della Procura della Repubblica di Catanzaro nell'ambito di una mega inchiesta denominata dagli inquirenti "Comitato d'affari": sotto indagine i finanziamenti europei ricevuti da un gruppo di imprenditori.

Il coinvolgimento del premier nell'inchiesta sul "comitato d'affari" è stato provocato dal ritrovamento e dal sequestro di un cellulare in uso ad Antonino Saladino. Nell'agenda di Saladino oltre ai numeri di altri personaggi già indagati (tra questi i generali della Guardia di Finanza, Walter Cretella e Paolo Poletti, Luigi Bisignani iscritto alla loggia P2 e quello del senatore di Fi, Gianfranco Pittelli) quello di Sandro Gozi (ex funzionario dell'Unione europea, assistente politico di Prodi e attualmente suo sostituto in commissione Affari Costituzionali della Camera), Pietro Scarpellini e di Romano Prodi.

Palazzo Chigi ha sempre ribadito la "totale estraneità" del premier, anche dopo una discussa intervista al magistrato.

Le reazioni. Il procuratore capo Lombardi di Catanzaro ha dichiarato: "Non faccio commenti, la situazione è già troppo ingarbugliata". E De Magistris: "Continuo a lavorare".

Il magistrato. De Magistris è titolare di alcune inchieste che hanno toccato, trasversalmente, diversi esponenti politici regionali e nazionali. Seguiva anche l'inchiesta "Poseidone", relativa alla gestione di fondi per la depurazione e l'ambiente. L'inchiesta gli venne revocata dal procuratore capo Lombardi, dopo che lo stesso de Magistris aveva inviato un avviso di garanzia al senatore Giancarlo Pittelli, coordinatore in Calabria di Forza Italia. Lombardi motivò la scelta di revocare l'inchiestra a De Magistris sostenendo che non era stato informato degli sviluppi.


La Repubblica, 21.09.2007


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