CITTADINI ATTIVI
sito ufficiale della libera associazione di liberi cittadini
CITTADINI ATTIVI per la democrazia e la giustizia
CITTADINI ATTIVI: SCRIVICI per dire la tuaPer ricevere le nostre comunicazioni

HOME PAGE

Home

Aggiungi ai preferiti

SOSTIENICI

Modalità di Sostegno

Modulo di Sostegno

VI SEGNALO

» COSTI SPRECHI E PRIVILEGI DELLA POLITICA

» EVASOPOLI

» ''E IO PAGO!'' - L'USO INSANO DEL PUBBLICO DENARO

» ETICA, MORALE E CORRUZIONE NELLA POLITICA

» IL 'LATO OSCURO' DEL PAESE ITALIA

» LA POLITICA ESTERA

» IN DIFESA DEL CITTADINO

» LA POSTA DEI NOSTRI SIMPATIZZANTI

PRESENTAZIONE

Finalità

Statuto

Organizzazione e sedi

NEWS

Editoriali e comunicati

Incontri ed eventi

Calendario
Incontri ed eventi

Rassegna stampa

Notizie dal territorio

DA VEDERE

Archivio foto

Archivio video

Links

CONTATTACI

Scrivici in e-mail

Iscriviti alla newsletter

PRENOTAZIONE AI CONVEGNI

Prenota il tuo posto

Verifica lo stato della richiesta

PER CONOSCERCI MEGLIO

Armando Della Bella

Girotondidelleidee

Mondo Giovani

Marco Bovo

Davide Gobbo

Meno Sprechi Meno Tasse

MODILAUT

Marco Travaglio

Democrazia e LegalitÓ

VISITA ANCHE

Presidenza della Repubblica

Senato della Repubblica

Camera della Repubblica

Comune di Padova

Provincia di Padova

Regione Veneto

Rassegna stampa del Senato

RICERCA

Archivio articoli

editoriale
incontri-eventi
rassegna stampa
archivio foto
archivio video

RICERCA AVANZATA



EDITORIALI E COMUNICATI

n. 1432 del 11/12/2007

IRAQ : MENO VIOLENZA E NON PIU' IN PRIMA PAGINA

C'era una volta l'Iraq che occupava quotidianamente le prime pagine dei giornali e i titoli dei telegiornali che raccontavano gli sgozzamenti e massacri provocati da kamikaze e dalle autobombe nei mercati, nelle scuole, nell'UniversitÓ o in mezzo alla fila di operai in attesa di trovare un lavoro, e questi terroristi venivano chiamati da una parte politica italiana e di una certa stampa come la "resistenza" ed era diventato una bandiera per questa gente.

Quando noi dicevamo "guardate, la eliminazione di Saddam e del suo regime Ŕ stata un bene per i popoli dell'Iraq (Arabi, Curdi,Turcomanni e gli Assiro Khaldei), venivamo considerati e tacciati di essere filo americani.

L'Iraq ha avuto la sfortuna di avere i confini con Paesi come la Siria e l'Iran. Quest'ultimo, sin dall'inizio della caduta del regime dittatoriale di Saddam, non Ŕ mai riuscito a mandare gi¨ che l'Iraq possa diventare un paese democratico e ha cercato in tutti modi di ostacolare qualsiasi processo di riconciliazione nazionale in questo paese aiutando le falangi pi¨ estremiste sia sciite che sunnite.

Ora, grazie anche ai Sunniti - che finalmente hanno capito che Al Qaida li stava strumentalizzando e usando sia contro le forze multinazionali sia contro i popoli dell'Iraq - hanno cambiato atteggiamento formando addirittura dei gruppi che collaborano con l'esercito iracheno contro l'organizzazione di Al Qada. Infatti, secondo stato maggiore dell'esercito iracheno, solo nel mese di novembre sono stati arrestati pi¨ di 10.000 terroristi affiliati ad al-Qaida, grazie agli infiltrati dei Servizi di intelligence e le forze di polizia.

Un'altra dimostrazione che la situazione si sta lentamente normalizzando Ŕ il ritorno dei profughi che erano fuggiti dopo la caduta del regime e sono la maggior parte dei cittadini della capitale Baghdad che in questi quattro ha visto morte, fame e tanta paura.


Shorsh Surme, giornalista curdo-iracheno corrispondente, in Italia, della TV satellitare curda


Paolo Tagliaro © 2003/04 - Tutti i diritti sono riservati