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 Convegno organizzato alla sala "Fornace Carotta" (PD) il 31.3.2006... di Cittadini Attivi
 
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...Il male che facciamo non ci attira tanto odio e persecuzioni quanto le nostre buone qualità...

François de La Rochefoucauld
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\\ CITTADINI ATTIVI : Storico : Sprechi e Privilegi (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Armando Della Bella (del 16/04/2012 @ 17:33:07, in Sprechi e Privilegi, linkato 2098 volte)

 

«Vada a bordo! E’ un ordine... Cosa vuole fare? Vuole andare a casa? Guardi Schettino che lei forse si è salvato dal mare, ma io le porto veramente male. Io le faccio passare dei guai... Vada a bordo! Ora!». Con queste parole il capitano Gregorio De Falco ha apostrofato il Comandante della nave “Costa Concordia”, reo di averla abbandonata dopo il naufragio di fronte all’Isola del Giglio con circa 300 passeggeri ancora a bordo. La celebrazione di un eroe, un idolo eretto a salvatore dell’immagine della Patria, un’icona in un Paese, l’Italia, che ora soffre una crisi d’identità perche da tempo ha smarrito la sua immagine, la sua personalità, la sua dignità.

Ma il “capitano buono” si affretta subito a chiarire: «Non sono un eroe, non prendetemi in giro... Ho cercato di fare il mio dovere, come era giusto. Potevamo salvare tutti i passeggeri della Concordia». Ha ragione. Un Paese non può ricrearsi una verginità santificando il primo capitano che si comporta come si deve. «Beato quel popolo che non ha bisogno di eroi», così recitava Bertolt Brecht. Ma l’italiano vero, il “cittadino attivo” non è lo Schettino Laqualunque di turno, checché si affrettino a bollarci così i media e la stampa internazionale. No, si sbagliano. Il cittadino “attivo” è quello che tutte le mattine, quando si sveglia per andare a lavorare, si pone mille domande e spesso non capisce il perché delle cose.

Il vero “CITTADINO ATTIVO” è colui che non capisce perché a pagare le tasse siano sempre e solo i soliti “noti” pensionati e dipendenti piuttosto che tutti coloro che potrebbero, abbassando così per tutti il carico fiscale, è colui che si chiede perché lo Stato pretenda sempre di più da chi paga di più e non invece da chi ha di più, è il cittadino che si domanda perché sia costretto a pagare un’aliquota fiscale media del 35% se mantiene la ricchezza all’interno del suo Paese, ed il 5% se invece la esporta illegalmente all’estero.

E’ il cittadino che si chiede come mai un giorno gli introiti degli esercizi commerciali possano aumentare del 300% o la mancata emissione di scontrino fiscale scendere del 50% solo perché c’è la Guardia di Finanza in giro, è l’anziano ammalato che si chiede perché quando si reca presso un ambulatorio pubblico per una visita di controllo, il “numerello” gli dice che in coda prima di lui ce ne sono altri 130, è il cliente del medico dentista che si sente “scontare” l’importo della prestazione di oltre il 20% se non chiede la ricevuta, è il pubblico elettore che si chiede perché, grazie ad un emendamento bipartisan al decreto legge mille proroghe, si consenta ai partiti di imbrattare ancora le città con i loro manifesti abusivi pagando semplicemente mille euro di multa mentre alcuni piccoli imprenditori sono costretti al suicidio perché non riescono a pagare le cartelle esattoriali ad Equitalia e gli stipendi ai propri dipendenti.

E’ l’invalido che si chiede perché le risorse debbano essere condivise con chi, pur cieco, guida l’automobile, è il malato che si sente rispondere che con 150 euro può abbreviare i tempi della visita prevista tra sei mesi, è il barista onesto che non dorme la notte per far quadrare i conti e dare il miglior caffè mentre il collega del bar di fronte gira in Suv e dorme sonni tranquilli, è colui che si chiede perché chi non paga le tasse deve anche usufruire dei servizi sociali e per di più anche gratis, è quello che non capisce perché in un mondo ormai così dominato dalla tecnologia, sia così faticoso incrociare quattro dati e scoprire gli evasori fiscali, è il cameriere che spera di poter “arrotondare” con le mance e si chiede perché ai parlamentari è nuovamente concessa la “legge mancia” cioè la donazione di 150 milioni di euro per “gratificare” i loro collegi elettorali, è colui che si chiede perché se, come si dice, l’onestà paga, a vivere meglio sia sempre quello che onesto non è

Armando Della Bella - copyright © febbraio 2012

 
Di Armando Della Bella (del 07/01/2012 @ 20:48:34, in Sprechi e Privilegi, linkato 1657 volte)

    

E’ Incredibile! La notizia che il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, abbia pagato il biglietto per vedere un film al Festival del Cinema di Roma, ha inondato i mass media. La voce, circolata dopo la proiezione del film 'L'industriale', ha poi trovato conferma: il capo dello Stato aveva pagato di “tasca propria” il biglietto per assistere alla proiezione del film di Giuliano Montaldo. Emissari del Quirinale erano andati in mattinata ad acquistare il biglietto per il Presidente che poi si e' presentato come un qualsiasi cittadino alla proiezione del film.

La notizia, che in un qualsiasi altro Paese europeo caratterizzato da alto senso per lo Stato sarebbe passata del tutto inosservata e mai ripresa dalle agenzie di stampa, in Italia ha suscitato scalpore. Non eravamo abituati, non ci siamo abituati, non ci hanno abituato a questo agire, a questo modo di fare, a questo principio di sobrietà ed umiltà, a questo sentirsi uno tra tanti, al considerare l’esercizio del potere come servizio alla gente del proprio Paese piuttosto che, invece, un’opportunità per vivere al di sopra della media, al di sopra di ogni sospetto e nell’impunità.

La serata distensiva dopo una intensa giornata di lavoro, quel momento che ti consente di scaricare la tensione accumulata tra snervanti mediazioni, incontri di vertice, riunioni di Gabinetto, incontri istituzionali, si traduce nella visione di un film, sotto gli occhi di tutti e non di pochi invitati “a Palazzo”, in un luogo pubblico e non in un semi-interrato privato o in una camera d’albergo, pagando il biglietto e non concedendo regalie.

La “Casta” potrà vantare un briciolo di credibilità quando darà per davvero il “buon esempio”, tirando anch’essa, come tanti concittadini, la famosa “cinghia”. Per chi amministra la “res publica” vuol dire rinunciare a privilegi e a sprechi. Nel momento in cui la gente a fatica raggiunge la fine del mese e non riesce più a risparmiare un euro, ostentare il lusso è atteggiamento indegno ed immorale. Così come sono devastanti i cattivi comportamenti nei luoghi deputati all’emanazione delle leggi e dove poi a fatica le si rispetta, dove ci si insulta e ci azzuffa per questioni personali ed insignificanti, dove il “pianista” vota per il collega assente, dove sono più i giorni di assenza che di presenza. E’ l’Italia degli opportunisti e dei furbi, che ha avuto il sopravvento sull’Italia degli onesti e così sarà fino a quando non ci sarà un riscatto morale, una ribellione delle coscienze di fronte a tanto degrado morale ed etico.

Un Paese che da tempo è diviso in due parti: da una parte una rissa perenne, sterile, infruttuosa, priva di risultati oggettivi, dall’altra una crescente sofferenza caratterizzata da impotenza e rassegnazione, con un quarto degli italiani a rischio povertà e con servizi sociali ridotti all’osso. Alle porte il rischio di una guerra tra poveri. A 150 anni dall’Unità d’Italia, si assiste al “crollo” e al degrado morale di un Paese da sempre ricco di storia, cultura e tradizioni, devastato da striscianti divisioni che minano la sua integrità.

Ora nasce il “Governo Monti”, il governo dei “tecnici” che sancisce così il fallimento della classe politica, che “commissaria” il Paese, un governo ora sostenuto da più dell’80% degli italiani, speranza di un’Italia che c’è e che è migliore e più solidale di quella vociante e rissosa che ogni giorno vediamo su mass media, un’Italia che stenta ad emergere e che ora si coagula attorno ad un esecutivo che con la politica ha dichiarato di aver nulla a che fare.

Le poltrone della «Casta», per la prima del 7 dicembre alla Scala, le uniche rimaste ancora libere, da quest’anno sono in vendita al prezzo di quasi 2 mila euro l'una. Un centinaio di tagliandi extralusso tradizionalmente riservati alla “Politica”. Sobrietà e rigore, una svolta. A Roma, il Presidente Monti recupera dal garage la più “stagionate” auto blu italiane Fiat Croma, Lancia K e Alfa Romeo 156 e lascia dentro le auto di lusso, ultimo modello, Audi, Bmw e Volvo. In garage anche la Maserati Quattroporte blindata (mai usata) dal Presidente Berlusconi e le diciannove Maserati Quattroporte acquistate dal Ministero della Difesa.

Un segnale, una speranza per un futuro migliore. Forza Presidenti, siamo con Voi.

  

Armando Della Bella

copyright © novembre 2011

 

Utilizzando le parole di Stefano Micossi, in un recente articolo apparso sulla stampa nazionale, “tra le cause della crisi economica italiana, un ruolo determinante è svolto dalla cattiva qualità delle istituzioni, in primis le istituzioni e i comportamenti della politica. Anche la politica è un mestiere, nel quale si entra per fare carriera e guadagnare denaro; si ottengono anche influenza e potere, oltre a mille piccoli privilegi nella vita quotidiana. Dunque, i guadagni monetari dovrebbero essere più contenuti, rispetto a posizioni comparabili nel settore privato.

 

In Italia avviene precisamente il contrario. Le retribuzioni dei nostri politici e degli alti funzionari delle amministrazioni sono ormai molto più alti del settore privato e, in assoluto, completamente fuori linea nel confronto internazionale. La revisione delle regole di remunerazione del Parlamento europeo ha fatto emergere l'anomalia italiana: i nostri deputati, che finora percepivano la remunerazione nazionale, guadagnano oltre 12000 euro al mese, oltre 150.000 euro l'anno. Il Paese più generoso dopo di noi, l'Austria, paga poco più di settemila euro; la Svezia e il Lussemburgo, molto più ricchi di noi, pagano intorno a 5000 euro.

 

Lo stipendio dei parlamentari non è che la punta dell'iceberg. Negli ultimi anni, retribuzioni generose e benefici accessori si sono moltiplicati nelle assemblee regionali - dove le retribuzioni si sono spesso allineate a quelle parlamentari - provinciali e comunali, per decisioni sempre unanimi assunte di solito in sordina, quando l'opinione pubblica era distratta. Un impiego pubblico, più che una funzione rappresentativa.

Generosi con se stessi, ma non meno generosi con i propri collaboratori nei vertici delle amministrazioni, sempre più scelti secondo il deleterio «sistema delle spoglie». Introdotta con la scusa di attirare i talenti, la contrattualizzazione della dirigenza ha condotto a retribuzioni sproporzionate - 300, 400, anche 500 mila euro per direttori generali e capi di agenzie indipendenti. Nel settore privato remunerazioni di questo livello sono percepite solo da manager al massimo livello: i quali però lavorano moltissimo, rischiano del proprio e non godono delle garanzie tipiche dell'impiego pubblico.

L'esplosione delle retribuzioni si è accompagnata a un altro fenomeno:  l'occupazione diretta dei posti di nomina politica da parte di esponenti della politica che perdono il posto in parlamento o nelle assemblee elettive. L'esempio più straordinario è quello dei commissari delle autorità indipendenti, istituite per garantire che certe funzioni pubbliche fossero indipendenti dalla politica, ora riempite di politici che avevano perso il posto.

 

Nei prossimi anni il riequilibrio delle nostre finanze pubbliche disastrate richiederà molti sacrifici. Credo che sarà difficile convincere i cittadini ad accettarli, se prima la politica non darà seri segni di ravvedimento, cessando di saccheggiare le casse pubbliche a proprio vantaggio. Un'indagine parlamentare sulle retribuzioni delle cariche elettive e dei vertici delle amministrazioni potrebbe aiutare a far luce sulla dimensione del fenomeno; il riferimento agli standard europei per le diverse cariche fornirebbe la misura dei tagli da effettuare”.

 

Stante la situazione e prendendo atto dell’ormai sempre più crescente disaffezione della pubblica opinione verso la “Politica ”, la nostra Associazione si fa promotrice e da l’avvio ad una raccolta firme nazionale per una:

 

PETIZIONE AL PARLAMENTO ITALIANO PER UNA LEGGE CHE ABBATTA I COSTI DELLA POLITICA ED I PRIVILEGI RICONOSCIUTI ALLA CLASSE POLITICI

Essa può essere comodamente sottoscritta accedendo online al nostro sito web (www.cittadiniattivi.it) al seguente link (clicca qui di seguito: Sottoscrivi la Petizione).

E’ nostra intenzione, unitamente a tutte quelle Associazioni e/o Movimenti che vorranno condividere con noi questa iniziativa e che preghiamo di contattarci ai riferimenti sotto espressi, consegnare la Petizione e le firme raccolte, nelle mani del Presidente della Repubblica e nelle mani dei Presidenti di Camera e Senato onde sensibilizzare la classe politica per un radicale, etico e morale cambiamento nel rispetto delle esigenze e dei bisogni del popolo italiano.

Vi invitiamo a dare la massima diffusione a questa nostra iniziativa, segnalando il sito www.cittadiniattivi.it ed invitando tutti i contatti della vostra rubrica e tutte le persone che conoscete a sottoscrivere la petizione.

  
 
Di Sergio Resente (del 23/04/2009 @ 02:03:52, in Sprechi e Privilegi, linkato 2077 volte)

Non so se siamo ancora capaci di indignarci, talmente siamo assuefatti alla falsità della stampa e della televisione in mano a giornalisti prezzolati (Grillo è incomparabile nel suo blog quando parla di “tentazione di lasciarsi andare un po’ da questa deriva da fogna, leggere che so, il Giornale , Libero o il Foglio, lasciarmi galleggiare in questa m.... informatica, così che potrei anche rilassarmi”), ma la nausea ed un senso di vomito mi viene ancora quando leggo qualche inchiesta di Gianantonio Stella: l’ultima, frutto del lavoro di Flavien Deltort e pubblicata nel Corriere della Sera del 22 aprile, che parla dei nostri Deputati europei, i più pagati ed i più assenteisti.

Neanche il radicale Marco Cappato, pur essendo parlamentare europeo era riuscito ad avere dati sulle presenze dei suoi colleghi parlamentari perché , gli era stato risposto “non esiste nessun alcun documento che riporti il numero totale delle presenze per deputato alle diverse riunioni ufficiali”. La richiesta era stata addirittura respinta dal segretario generale Harald Romer che gli spiegò, come da deputato potesse chiedere solo i suoi. Cappato ha dovuto formalizzare la richiesta in una risoluzione presentata all’Europarlamento che finalmente l’ha approvata a larga maggioranza (355 si, 18 astenuti e 195 contrari, tra i quali tutti i deputati del PDL).La risoluzione, che comunque non avrà seguito, in quanto la legislatura si sta avviando alla sua conclusione, prevedeva la possibilità di avere la disponibilità di informazioni sulle presenze dei parlamentari, con pubblicazione ed accesso al sito web del Parlamento Europeo.

Ma che cosa dicono i documenti ufficiali che, cocciutamente, Delort ha raccolto uno dopo l’altro in questo mare di difficoltà? Dicono esattamente quello che c’era da aspettarsi sui nostri euro deputati, i più pagati , i più assenteisti ed i più fannulloni: fra i primi 100 eurodeputati più presenti a Strasburgo gli italiani sono solo 3, meno di 1/3 dei tedeschi ed inglesi, 1/5 dei polacchi, ma svettano fra gli assenteisti classificandone 10 fra i primi 20.

“Com’è possibile” , si chiede Gianantonio Stella,” che pur avendo l’Italia un decimo dei seggi europei ci ritroviamo con soli sei rappresentanti nella classifica dei 250 più presenti nelle varie commissioni?” “Com’è possibile che abbiamo solo dieci parlamentari fra i primo cento più assidui, quando 17 sono gli spagnoli, 25 gli inglesi e ben 39 i tedeschi?.” Dominiamo invece nelle posizioni di coda, ben 9 fra gli ultimi 21 e ben 37 (metà dei nostri europarlamentari) oltre la 800 esima posizione (sul totale di 921). Oltre il 900° posto troviamo Gianni De Michelis, Cirino Pomicino, Raffaelle lombardo, Alessandra Mussolini ed Umberto Bossi.

L’altra notizia,che fa venire una bile così ,riguarda le indennità dei parlamentari europei. Com’è risaputo, i nostri europarlamentari non sono solo assenteisti e fannulloni, sono anche i più strapagati all’interno del Parlamento Europeo, godono di alte, altissime indennità , che, fortunatamente, dalla prossima legislatura verranno erogate non più dai singoli Stati membri, ma , finalmente, dal Parlamento europeo che ha già fissato un’unica indennità, uguale per tutti i parlamentari, di 7.000 €, in genere, più elevata rispetto a quella finora riconosciuta a tutti i parlamentari, ma decisamente più ridotta per i nostri europarlamentari.

Ebbene sembra proprio - se ne parlava ieri sera su “Exit”- che sia pronta una leggina per riconoscere un’integrazione ai nostri parlamentari per “adeguarli” alle indennità alle indennità percepite dai membri del Parlamento Italiano. Il Paese è in crescita zero, l’economia italiana è quella che più arranca e la più debole nell’area UE, c’è stato il terremoto in Abruzzo che impegnerà risorse fino a raschiare il fondo del nostro disastrato bilancio, però i soldi per i nostri già strapagati parlamentari devono, comunque, saltare fuori.

 
Di Armando Della Bella (del 25/03/2009 @ 01:37:36, in Sprechi e Privilegi, linkato 1649 volte)

Dopo un anno, si ritorna a votare. Questa volta per rinnovare il Parlamento Europeo. Ma chi sono i nostri rappresentanti in Europa?

L'estradizione di Cesare Battisti è stata una vicenda che ha visto la classe politica, in Italia, indignarsi così tanto, in TV e sui giornali, per il trattamento di favore concesso dal Brasile al terrorista italiano, a tal punto che anche l'Europarlamento è stato chiamato a votare una mozione a favore del provvedimento di estradizione. Ebbene degli attuali 78 europarlamentari italiani, solo 6 erano presenti alla votazione! Ma come, di fronte a tanta pubblica indignazione, a tanta ingiustizia conclamata, solo in 6 votano su una vicenda che vede così direttamente coinvolto lo Stato Italiano? E gli altri dov'erano? A casa, of course.

Che, per caso, abbiano confuso Cesare con Lucio e quindi abbiano ritenuto la mozione di poca importanza? Macchè! Si votava di giovedì ed il pomeriggio partiva il volo low cost di rientro in Italia. Forse non volevano perdersi gli ex colleghi di banco, Michele Santoro e Lilli Gruber, impegnati, la sera stessa, con i loro seguitissimi talk show? Macchè! Il trattenersi a Strasburgo, fino al venerdì, impone l'utilizzo, per il rientro, di un volo di linea dal costo 10 volte superiore. Forse è stata un'attenzione, dato il grave momento di crisi finanziario, per le già vuote casse dello Stato? Macchè! Poiché il regolamento riconosce comunque, al parlamentare, il rimborso del costo del volo di linea, era più morale non perdere questo ulteriore privilegio piuttosto che restare a votare per una giusta causa.

Ora appare ben chiaro come sia possibile che un europarlamentare italiano, ogni mese, con vari accorgimenti oltre all'indennità base pari a 11.703,64 euro, all'indennità di spese generali pari a 4.052 euro, all'indennità di viaggio annuale pari ad un massimo di 4mila euro, alla diaria giornaliera pari a 287 euro cioè circa 1.435 euro al mese, alle spese per i portaborse - spesso pagati in nero – per un massimo 16.914 euro mensili, possa garantirsi un budget MENSILE che supera i 35mila euro e che va ben oltre lo stipendio medio “lordo” ANNUALE di un dipendente che è pari a circa 21mila euro. Che dire dei francesi, dei tedeschi, degli austriaci e degli olandesi che pagano ai loro parlamentari un'indennità base pari a circa 7/8mila euro? E degli spagnoli a 3.126 euro, quattro volte meno degli italiani?

Ma non solo in Europa, i nostri parlamentari destano, sul piano morale, numerose perplessità. Il Parlamento italiano, luogo deputato a stabilire le regole della legalità, ha recentemente speso mezzo milione di euro dei contribuenti italiani per introdurre il sistema antipianisti, cioè il voto con impronta digitale, un sistema cioè per ristabilire la legalità tra chi la dovrebbe, per mandato, autonomamente applicare. Solo in Brasile, Messico ed Albania hanno un sistema di voto così. Un provvedimento che, per non so quale strana associazione di idee, mi ha richiamato alla mente il braccialetto elettronico imposto ai detenuti, in semilibertà, per impedirgli di fuggire. E sì che di condannati con sentenza passata in giudicato in Parlamento ce ne son diversi...

Come quasi mezzo milione di euro è anche il costo in più che la classe politica italiana chiede ai propri contribuenti se il referendum non sarà abbinato, pare per uno strumentale calcolo politico, all'election day di giugno.

Ma, scusate la banalità, qualche euro anche per i cittadini, i precari, gli indigenti, i disoccupati, i cassintegrati, i pensionati, le famiglie numerose, i giovani, i malati, le forze di polizia, le pmi, l'ambiente, la ricerca e l'innovazione, in cassa ci sta?

 
Di Maria Andropoli (del 23/03/2009 @ 01:28:33, in Sprechi e Privilegi, linkato 1385 volte)

E’ quello che è accaduto alla Regione Veneto. L’ente che, per eccellenza, dovrebbe proteggere il territorio e i suoi abitanti, pare non rispetti le regole. Ormai gli scandali sono all’ordine del giorno e quasi non ci si fa più caso. La Regione ha pensato bene di “adeguarsi”.

In un periodo così difficile, ognuno cerca di barcamenarsi alla meglio. Un tale ragionamento però è comprensibile quando a farlo è il semplice operaio con uno stipendio da fame, la cassa integrazione, la mobilità che incombono come la spada di Damocle, non quando si parla di dirigenti. Invece è proprio così.

I dirigenti della Regione Veneto percepiscono lo stipendio pieno, anche se sono in malattia, al contrario di quanto avviene invece per i semplici dipendenti, con lo stipendio tagliato secondo quanto previsto dal decreto Brunetta. In pratica il decreto prevede che, nei giorni di malattia, il trattamento economico è quello senza indennità ed emolumenti vari: si parte dai quasi 9 euro decurtati al giorno per il livello più basso, 10 euro circa per l’impiegato e ben 77,52 per i dirigenti. Dov’è l’inghippo? Semplice, i signori dirigenti mancano completamente dalla tabella delle decurtazioni, perché a dire della Direzione delle Risorse Umane, non sono veri dipendenti pubblici, ma in aspettativa (quindi con posto fisso garantito), in quanto hanno stipulato con la Regione un contratto privatistico, quindi esenti dal decreto.

Si sono fatti completamente beffa del ministro Brunetta, in questo falsificando le statistiche di coloro che il ministro definisce “i fannulloni”! E' un'indecenza. E chissà che putiferio se fosse poi successo al sud: tutti in massa a criminalizzare.

Non c’è più vergogna, e per noi “CITTADINI ATTIVI” l’indignazione è totale. Come si può sperare di essere credibili e pretendere che i cittadini abbiano fiducia in chi dovrebbe governare? Perché non si rispettano le regole, perché si cerca di fare i furbi, di giocare a guardie e ladri? C’è un’unica differenza: i ladri non sono i semplici cittadini, che al posto di ricevere sono derubati! E non è vero quello che dicono i politici dei piani alti: “La classe politica è diventato un caprio espiatorio per tutto e per tutti”. Ma è così. Non sono i semplici cittadini ad avere stipendi d’oro e privilegi di ogni genere.

Qualcuno ha mai visto un precario salire gratis su un aereo?

 
Di Armando Della Bella (del 21/02/2009 @ 00:47:46, in Sprechi e Privilegi, linkato 1277 volte)

E' stato un libro di successo quello di Rizzo e Stella, “La Casta”. Ha venduto molte copie e suscitato numerosi dibattiti. I costi, gli sprechi ed i privilegi della “casta” dei politicanti hanno animato la coscienza di molti. Noi “CITTADINI ATTIVI”, molto prima di Rizzo e Stella, ne avevamo denunciato, sul nostro sito web www.cittadiniattivi.it, – e continueremo a farlo - fatti e misfatti convinti che solo l'adozione di un principio di sobrietà nella politica potrà recuperare questo nostro Paese ad un livello di moralità pari a quello esistente ai tempi dei nostri padri costituenti. Infatti nel 2008 le spese correnti di Palazzo Madama sono salite di quasi 13 milioni rispetto al 2007 per arrivare ad oltre 570 milioni di euro, 1 milione e 772.000 euro a senatore con un aumento del 2,20%, nettamente sopra all'inflazione programmata del 1,7%. E' cambiato qualcosa? No, anzi... Qualcuno si è indignato? Nessuno.

Durante la recente campagna elettorale il “diktat” era: aboliamo le province, centri di costo inutili che oggi costano circa il 65% in più di otto anni fa. Oltre cento anni dopo la prima proposta di abolizione delle province, presentata dall'allora deputato Gesualdo Lambertini, oggi invece assistiamo alla probabile creazione delle nuove province di Sibari, Sala Consilina, Pinerolo, Aversa, Civitavecchia ecc. E' cambiato qualcosa? No, anzi... Qualcuno si è indignato? Nessuno.

Nell'ultimo numero de “La Voce”, denunciavamo quanto riportava l'Alto Commissario Anticorruzione nella sua relazione annuale: ‹‹la corruzione - nel nostro Paese - si considera diffusa in modo capillare anche dopo “Mani Pulite” e con tendenza addirittura ad accrescersi›› a tal punto che il nostro è un ‹‹Paese nel quale è prassi comune il pagamento di tangenti››. E' cambiato qualcosa? No, anzi... Qualcuno si è indignato? Nessuno.

Solo pochi giorni dopo l'uscita de “La Voce”, il presidente della Corte dei Conti, nella sua relazione annuale per l'apertura dell'anno giudiziario, definisce l'Italia uno tra i Paesi più corrotti al mondo, tra i peggiori nelle classifiche ufficiali relative a questo fenomeno. Accade, invece, che il ministro della Funzione Pubblica del penultimo governo, dispose di limitare la pubblicazione delle retribuzioni dei consulenti di enti pubblici solo agli incarichi il cui compenso superava i 289.984 euro ovvero lo stipendio annuo del primo presidente della Corte di Cassazione (!) mentre, recentemente, è stata emanata una norma con la quale si è esclusa la responsabilità di amministratori, componenti del collegio sindacale e dirigenti preposti alla redazione di documenti contabili di Alitalia per fatti successivi al 18 luglio 2007, giorno in cui fallì la gara avviata dal precedente governo. Decisioni, queste, che hanno “calato una cappa di silenzio su dati che, secondo la legge, avrebbero dovuto invece essere comunicati al pubblico”. E' cambiato qualcosa? No, anzi... Qualcuno si è indignato? Nessuno.

E su questo piano potremmo continuare con altri esempi e citazioni. Quello che appare oggi chiaro è che ci troviamo di fronte ad un Paese ripiegato su sé stesso, incapace di indignarsi, assuefatto. Un Paese che si sta abituando a convivere con le ruberie, il malaffare, i privilegi, le cose che non funzionano, la corruzione, la raccomandazione, l'intolleranza, la criminalità. Un Paese incapace di reagire come se la patologia fosse ormai la norma, l'eccezione fosse la regola. Ma acquiescenza e rassegnazione sono spesso segnali di un Paese in declino.

 
Di Armando Della Bella (del 19/09/2008 @ 18:10:36, in Sprechi e Privilegi, linkato 1100 volte)

Ci risiamo. Un anno fa, il ministro della difesa, Clemente Mastella, col figlio Elio, andava al Gran Premio di F1 di Monza con un volo di Stato, un Airbus da 48 posti. Il volo verrà a costare circa 20 mila euro. Nello stesso volo c’era anche il vicepremier, Francesco Rutelli, che successivamente preciserà che il suo era un “preciso compito istituzionale”. Precedentemente l’ex comandante della GdF, il generale Roberto Speciale, usò con disinvoltura gli aerei militari facendosi portare, da un Atr-42, sulle Dolomiti, una cassa con aragoste e spigole fresche.

Poco dopo - rendiamo merito - il governo Prodi, sull’onda dello scandalo, nello stesso mese di settembre 2007 emanò nuove regole in materia che restringevano l’uso degli aerei di Stato riservandoli alle più alte cariche istituzionali: Presidente della Repubblica, Presidenti di Camera e Senato, Presidenti del Consiglio, ex capi di Stato. L’utilizzo poteva avvenire solo per precisi motivi istituzionali. I ministri potevano usufruire dei voli di Stato solo se dimostravano che non vi fossero altri voli di linea. Viceministri, sottosegretari ed altri erano decisamente esclusi. In pochi mesi si risparmiarono ben 12 milioni di euro (circa 24 miliardi del vecchio conio).

Recentemente, sulla Gazzetta Ufficiale del 22 agosto u.s., compare una Direttiva del presidente del Consiglio sul trasporto aereo di Stato che precisa che, d’ora in poi, sia pure “in via del tutto eccezionale e previa rigorosa valutazione, è consentito l’imbarco a persone estranee alla delegazione ma accreditate al seguito dall’autorità, in relazione alla natura del viaggio, al rango delle personalità trasportate, alle esigenze protocollari…”. Una formula vaga che permette di ampliare nuovamente la gamma dei possibili utilizzatori dei voli di Stato, il tutto a spese del cittadino contribuente.

Incredibile! In un momento così difficile per il Paese aggravato dallo spettro della recessione, con lavoratori che rischiano il posto di lavoro (Alitalia), si ripristina, quatto quatto, un privilegio di Stato.

Per non parlare del volo Alitalia Fiumicino-Villanova D’Albenga, collegio elettorale del ministro Scajola, linea quotidiana istituita nel 2002 e caratterizzata da qualche decina di passeggeri, tratta che successivamente fu dismessa quando fu dimesso il ministro e successivamente ripristinata, da AirOne con contributi pubblici, quando Scajola ritornò come ministro per l’attuazione del programma di governo. Ora è ritornato il governo Berlusconi e Scajola è nuovamente ministro delle Repubblica. Ed il volo? Riesumato, of course!

E’ proprio vero! Il lupo perde il pelo ma non il vizio… Ma forse non è sempre così. Riccardo Capecchi, giovane funzionario della presidenza del Consiglio dell’ultimo governo Prodi, fu ripreso anche lui mentre saliva la scaletta del famoso aereo che portò, a spese nostre, Rutelli e Mastella al Gran Premio di Monza. Non ha gridato al complotto, non ha invocato superiori ragioni di Stato. Ha semplicemente ammesso di aver approfittato del passaggio e ha immediatamente rassegnato le dimissioni irrevocabili dall’incarico. Non le ha minacciate per poi ritirarle. Le ha date per davvero! Forse la speranza in una nuova classe politica eticamente e moralmente all’altezza c’è ancora…

Uno così sarà stato sicuramente candidato ed eletto, nell’aprile del 2008, al Parlamento Italiano, voi, gente di buona fede, penserete. No, non sprecate il vostro tempo in inutili ricerche sul sito della Camera. Non c’è!

 
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Rispetto al periodo di "Mani Pulite" di oltre quindi anni fa, ritieni che, oggi, nel nostro Paese, il livello di corruzione sia più o meno elevato?

 Sì, nettamente più elevato
 Sì, abbastanza più elevato
 Uguale
 No, leggermente inferiore
 No, decisamente inferiore
 Non esiste la corruzione
 La cosa non mi preoccupa
 Non so fare una valutazione

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